Incentivi all’eolico, le proposte di Aper e Anev

Incentivi all’eolico, le proposte di Aper e Anev

Le due associazioni chiedono al Governo di adottare una serie di modifiche al sistema di incentivi per l'energia eolica

Non solo fotovoltaico. Anche il settore dell’energia eolica chiede al governo, attraverso le associazioni Anev e Aper, di riformare gli incentivi per gli impianti che producono elettricità dal vento. Prima di tutto, le associazioni chiedono di armonizzare la durata degli incentivi con il periodo di vita degli impianti, ma anche di “consentire al GSE di riacquistare i certificati verdi tutto l’anno senza penalizzare gli operatori e rimandare di un anno l’entrata in vigore delle nuove tariffe”.

Le misure, secondo Anev e Aper, sono indispensabili per rilanciare il settore dell’energia eolica ed evitare “ulteriori gravi ripercussioni sul sistema nazionale e sulla stabilità dei meccanismi di incentivazione”. Sotto accusa, come sempre, la situazione di incertezza sulle tariffe e sui meccanismi incentivanti, e il rischio conseguente di un vero e proprio blocco del mercato.

In particolare, le associazioni suggeriscono all’esecutivo di rimandare al 2014 l’entrata in vigore dei nuovi incentivi, in modo da consentire «un’efficace armonizzazione della definizione dei decreti attuativi con la definizione del Piano Energetico Nazionale e del burdern sharing regionale». Anev e Aper, inoltre, vorrebbero che il Governo coinvolgesse di più le associazioni del settore nel processo decisionale.

Invitiamo il Governo – si legge nella nota congiunta – a dar vita a un coordinamento consultivo permanente con le associazioni, con lo scopo di consentire al sistema elettrico nazionale di beneficiare in tempi adeguati delle evoluzioni tecnologiche e di ogni soluzione innovativa utile considerandola immediatamente nella valutazione degli incentivi e quindi degli oneri per il raggiungimento dell’obiettivo finale al 2020.

Anev e Aper chiedono, infine, che l’esecutivo esoneri dal pagamento dell’Ici tutti gli impianti di produzione di energia da fonte rinnovabile o, al massimo, di concordare con l’Anci (Associazione Nazionale dei Comuni) l’applicazione dello scaglione minimo ai suddetti impianti.

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