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Incentivi alle rinnovabili saranno rivisti, parola di Corrado Clini

Incentivi alle rinnovabili saranno rivisti, parola di Corrado Clini

Il neo-ministro Corrado Clini, forse anche spronato dalle associazioni di settore, fa sapere che intende mettere mano agli incentivi sulle rinnovabili

Con il cambio di Governo, una delle prime domande che ci siamo posti è stata sulle rinnovabili: cambierà la linea di rigore e contenimento degli incentivi voluta da Romani e la Prestigiacomo? Se lo saranno chieste anche le associazioni di settore e, ad esempio, non si è fatta attendere la lettera di saluto (munita di consigli) da parte di GIFI e Assosolare.

In tale lettera, si parte constatando il successo innegabile che le rinnovabili e soprattutto il fotovoltaico hanno avuto negli ultimi mesi. Risultato che apre scenari energetici decisamente importanti:

La riduzione della dipendenza energetica del Paese dalle fonti fossili, attraverso il consolidamento delle fonti rinnovabili e il perseguimento dell’efficienza energetica negli usi finali, non può che essere un obiettivo centrale della futura Strategia Energetica Nazionale, nell’interesse prioritario di tutti i cittadini.

Il fotovoltaico ormai rappresenta un punto fermo nel mix energetico nazionale, avendo dimostrato negli ultimi anni potenzialità che sono andate ben oltre le aspettative: la previsione per il 2011 è di una produzione cumulata pari al 3% della produzione nazionale con picchi registrati in agosto (6%) e settembre (5%).

Insomma, l’industria del solare rivendica il proprio essere un settore in crescita, in un momento in cui gran parte dell’industria italiana annaspa nella crisi. Ne viene fuori un elenco di 5 proposte, che si sommano a quelle di SOS Rinnovabili di cui abbiamo dato notizia. Le 5 proposte sono, in sintesi:

  1. Stabilità e chiarezza normativa, sia a livello nazionale che locale, per garantire certezza degli investimenti, sviluppo della filiera industriale e creazione di posti di lavoro;
  2. Semplificazione degli iter amministrativi, in una logica di omogeneizzazione tra le varie regioni;
  3. Adeguamento delle reti e degli impianti di produzione, favorendo lo sviluppo delle smart grid e dei sistemi di accumulo di energia al fine di agevolare la crescita delle rinnovabili non programmabili in tutto il territorio nazionale;
  4. Sostegno alla ricerca e all’innovazione tecnologica, attraverso meccanismi che premino la ricerca interna alle aziende e gli investimenti in impianti e macchinari innovativi;
  5. Maggiore trasparenza sui numeri e una seria analisi dei costi e benefici delle energie rinnovabili, dal contributo al PIL (il fotovoltaico ha generato nel 2010 un giro d’affari di circa 40 miliardi di euro), al gettito fiscale conseguente (stimabile per il 2010 a circa 3,9 miliardi di euro).

Neanche la reazione del governo Monti si è fatta attendere, però. Il neo ministro dell’Ambiente, Corrado Clini, è intervenuto ieri a chiarire che entro l’anno il sistema degli incentivi alle rinnovabili sarà rivisto e che in generale occorrerà dare “una mano al settore” per consolidarsi.

L’obiettivo reale dovrebbe essere quello di creare le condizioni perché le aziende italiane diventino competitive anche all’estero. Ci sembra di capire da queste parole che il Quarto Conto Energia sia pesantemente messo in discussione. Va comunque precisato come non siano arrivati, fin’ora, dettagli chiari sulla direzione che verrà presa.

Infine, il ministro Clini ha spiegato anche quali saranno le altre sue due priorità di governo:

  • Nuovi incentivi alle aziende che investono sulla sicurezza del territorio, in particolare nelle regioni alluvionate;
  • L’emergenza rifiuti a Napoli.

Rispetto a quest’ultimo argomento, il ministro non ha nascosto i propri timori (siamo a rischio multe UE), ma ha anche chiarito che non si tirerà indietro:

Io sono un tecnico non ho problemi di consenso e non credo di avere un futuro come ministro.

Dichiarazioni che speriamo riguardino una lotta più dura alla Camorra – che con il business delle spazzatura si arricchisce da anni – che non all’apertura e all’imposizione ai territori di nuovi inceneritori.

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