Incendi in Siberia, governo russo: colpa dei boscaioli illegali

Incendi in Siberia, governo russo: colpa dei boscaioli illegali

Fonte immagine: Foto di skeeze da Pixabay

Continuano le devastazioni prodotte in Siberia dagli incendi, mentre il governo russo punta il dito sui boscaioli illegali.

Continua a bruciare la Siberia, devastata da oltre 300 roghi. Incendi che stanno compromettendo l’equilibrio dell’ecosistema, ma anche mettendo a rischio diverse specie selvatiche. Da giorni Greenpeace Russia sta monitorando la situazione, arrivata ormai a livelli di gravità tale da interessare persino Stati Uniti e Canada (raggiunti dal fumo sprigionato dalle fiamme siberiane).

Secondo quanto affermato da Greenpeace Russia il disastro ambientale a cui sta andando incontro la Siberia è stato aggravato se non “permesso” dal mancato intervento delle autorità locali e nazionali, che hanno ritenuto “troppo costoso e impegnativo” intervenire nello spegnimento degli incendi localizzati in zone rurali o comunque lontane dai grandi centri abitati. Proprio il governo russo è intervenuto nelle ultime ore, diffondendo quello che è “l’identikit” dei responsabili, chi ha causato in origine i roghi mettendo a rischio il patrimonio naturale siberiano.

Si tratterebbe in diversi casi, spiegano le autorità russe, dei boscaioli illegali, che attraverso gli incendi speravano di nascondere la loro attività di disboscamento illecito. Tale indicazione risulterebbe corretta soprattutto per quanto riguarda la regione Irkutsk. A confermarlo Alexander Kurennoy, portavoce della Procura Generale.

L’origine illegale di alcuni dei roghi che stanno devastando la Siberia non ha ridotto però l’intensità delle proteste di Greenpeace Russia. L’attivista Anton Beneslavskiy sottolinea che se gli incendi fossero stati spenti in principio, senza effettuare calcoli economici e di “praticità”, l’attuale disastro ambientale non si sarebbe verificato.

Il tutto mentre gli ettari di foresta distrutti dalle fiamme superano ormai l’estensione della Grecia. Senza dimenticare, ha ribadito Martina Borghi – responsabile Campagna Foreste di Greenpeace Italia, delle inevitabili ripercussioni di questo disastro sulla crisi climatica:

Questi incendi avrebbero dovuto essere spenti immediatamente e invece sono stati ignorati. Ora la situazione è catastrofica e le conseguenze che avranno sul clima non sono una minaccia solo per la Russia, ma per l’intero Pianeta.

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