Incendi in Amazzonia: a settembre andrà anche peggio

Incendi in Amazzonia: a settembre andrà anche peggio

Fonte immagine: Foto di Ylvers da Pixabay

Proseguono gli incendi in Amazzonia, mentre secondo alcune stime settembre si preannuncia peggiore di agosto: produzione di carne tra le cause dei roghi.

L’emergenza incendi in Amazzonia è tutt’altro che finita. Nonostante l’intervento di 44 mila soldati, inviati dal presidente brasiliano Jair Bolsonaro, la foresta nonché polmone verde più grande del mondo continua a bruciare. Non è tutto, secondo quelle che sono le previsioni settembre potrebbe rivelarsi un mese di gran lunga peggiore rispetto al pur già negativo agosto.

Incendi in Amazzonia che sono destinati quindi a crescere di numero e pericolosità nel corso di settembre. Le stime sono fornite dal World Resources Institute, secondo il quale il 62% di tutti i roghi che ogni anno danneggiano la foresta pluviale sono appiccati proprio nel mese in corso. Alcuni dati sulle cause della deforestazione che colpisce l’area amazzonica sono fornite dall’Università di Yale.

Secondo gli studiosi statunitensi l’80% degli incendi che devastano l’Amazzonia è causato dalla produzione di carne, con il patrimonio forestale distrutto dagli allevatori per far posto ai pascoli. Un ulteriore 10-15% viene devastato dagli agricoltori che vogliono estendere le proprie coltivazioni intensive (perlopiù soia). Fenomeni che si sono intensificati dopo la realizzazione nel 1972 dell’autostrada Transamazzonica. In crescita anche il numero di roghi dopo l’insediamento di Bolsonaro: +39% rispetto all’anno precedente.

Stando però a quanto dichiarato dai ricercatori della Yale School of Forestry and Environmental Studies la causa principale si confermerebbe la produzione di carne. Il Brasile è il secondo al mondo per produzione di carne bovina; di tale quota produttiva un quarto è destinata all’esportazione (quella verso l’UE dovrebbe aumentare nei prossimi anni del 30%). Secondo gli studiosi gli incendi verrebbero appiccati dagli allevatori per rigenerare il terreno, in quanto non vi sarebbe sufficiente concimazione naturale in virtù della scarsa densità di bovini nell’area:

L’allevamento in Brasile, date le grandi superfici, è a bassissima densità: ci sono aree con un bovino solo per ettaro. Di rado le aree erbose vengono concimate, e per rigenerarle è necessario appiccare il fuoco.

Nel frattempo si moltiplicano gli interventi internazionali e le iniziative per cercare di limitare i danni e salvaguardare quel che resta della foresta Amazzonica. Tra questi anche quello dell’attore statunitense Leonardo DiCaprio, che ha donato 5 milioni di dollari per contribuire ad arrestare gli incendi in Amazzonia.

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