Incendi in Australia: crescono i ricoveri per intossicazioni da fumo

Incendi in Australia: crescono i ricoveri per intossicazioni da fumo

Fonte immagine: Humonia via iStock

I fumi sprigionati dagli incendi in Australia stanno determinando sintomi da intossicazione nei cittadini: aumentano i ricoveri.

Rimane drammatica la situazione degli incendi in Australia, in particolare nelle zone più orientali del Paese, dove le fiamme continuano a bruciare incessantemente. Mentre gli esperti stimano un miliardo di animali morti a causa dei roghi, e si contano 27 decessi fra i cittadini e oltre 3.000 case distrutte, scatta l’allarme per l’inquinamento da polveri sottili. I fumi sprigionati dagli incendi, infatti, stanno spingendo sempre più persone a rivolgersi agli ospedali per sintomi da intossicazione.

Così come sottolinea il Washington Post, negli ultimi giorni sono cresciute sensibilmente le chiamate ai servizi di emergenza, così come anche le code al pronto soccorso, per sintomi come irritazione delle mucose orali e nasali, difficoltà respiratorie, dolori al petto e ai polmoni, nausea e molto altro ancora. Nel frattempo, molti negozi sarebbero stati presi d’assalto alla ricerca di mascherine e sistemi filtranti, tanto che in alcune città si è deciso di razionare questi prodotti, destinandoli prima ai cittadini più vulnerabili come bambini, anziani e donne durante la gravidanza.

I fumi, carichi di particolato data la combustione del legno, hanno invaso anche località non direttamente colpite dalle fiamme, per via delle correnti. 7News, un’emittente televisiva di Sydney, ha anche elaborato un “Ciggie Index”, ovvero un indice che compara i livelli di inquinamento atmosferico al consumo di sigarette. Rimanere per una giornata proprio in quel di Sydney equivale, nel corso di questa settimana, a fumare ben 19 sigarette.

Conseguenze analoghe si erano verificate nel 2009, con gli incendi di Victoria, ma gli esperti temono che la portata sia oggi molto più elevata, data l’estensione decisamente maggiore dei roghi. Le problematiche sono state confermate anche dalle stesse strutture ospedaliere, in particolare nella città di Canberra. David Caldicott, un medico specializzato in emergenze, ha ad esempio sottolineato come negli ultimi giorni si sia reso necessario chiudere e sigillare le porte d’ingresso degli ospedali, per evitare che il fumo potesse invadere le stanze dei pazienti. Ancora, gli elevati livelli di inquinamento avrebbero momentaneamente compromesso il funzionamento di alcuni apparecchi per la risonanza magnetica.

Nel Nuovo Galles del Sud, le autorità hanno stimato un aumento del 34% degli ingressi al pronto soccorso per asma e problemi respiratori, a partire dallo scorso 30 gennaio rispetto al mese precedente. Le chiamate alle ambulanze, tra il 30 dicembre e il 5 gennaio, sono passate da 1.900 dell’anno precedente a 2.500, mentre i ricoveri da 361 a 430.

Fonte: Washington Post

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