Incendi in Australia: i composti nocivi raggiungeranno tutto il mondo

Incendi in Australia: i composti nocivi raggiungeranno tutto il mondo

Fonte immagine: Pexels

Gli incendi australiani avranno conseguenze su tutto il mondo: alcuni composti nocivi scaturiti dai roghi hanno già raggiunto il Sudamerica.

Gli incendi che stanno devastando l’Australia avranno conseguenze negative su tutto il mondo, già nel breve periodo. È questo il nuovo allarme lanciato dagli esperti, in merito ai roghi che stanno devastando il Paese: i composti nocivi scaturiti dalla combustione del legno e di altri materiali, infatti, si espanderanno velocemente su tutto il Pianeta. E il processo sarà davvero veloce: tracce importanti sono state già identificate in Sudamerica.

Così come riporta il Washington Post, i residui degli incendi australiani hanno fatto la loro apparizione in luoghi geograficamente molto distanti, come a Santiago del Cile. Lo scorso lunedì, ad esempio, un velo di fumo ha coperto la città, dopo aver attraversato l’oceano. La grande preoccupazione non è però per le velature, alcune delle quali molto leggere, che possono giungere con le correnti come residuo dei fumi australiani. Il pericolo è invece determinato da tutte quelle sostanze, come il particolato, che si disperdono nell’aria e non risultano visibili all’occhio umano. David Moore, un ricercatore del National Center for Earth Observation, ha così spiegato:

È possibile vedere i primi effetti di questi aerosol sull’atmosfera, con dei tramonti più rossi del solito. Non sarei sorpreso se altri report dovessero provenire dal Sudamerica. Le persone potrebbero anche cominciare ad avvertire un odore di fumo.

Il fenomeno non è nuovo, poiché già analizzato in passato in concomitanza con grandi eruzioni vulcaniche. Negli anni ’90, così come sottolinea sempre il Washington Post, l’eruzione di un grande vulcano nelle Filippine ha infatti determinato per mesi una diffusione globale di diossido di zolfo, trasportato sia dalle correnti che ricaduto sul terreno con le piogge. Stupisce, però, che questo effetto si stia verificando a causa dei roghi: di norma, fumi e sostanze inquinanti si disperdono nelle vicinanze degli incendi, senza grandi conseguenze sulle grandi distanze. Per il caso australiano, tuttavia, non si può parlare di comuni roghi: l’area colpita ha dimensioni talmente estese da determinare effetti a livello globale.

Una volta che questi aerosol raggiungono la stratosfera, possono rimanere in dispersione per settimane o mesi, in modo simile a quello che accade dopo una potente eruzione vulcanica.

Stando a quanto riferito dagli esperti, le enormi colonne di fumo generate dagli incendi australiani avrebbero spinto particolato e altre sostanze chimiche a livello della stratosfera, dove vengono poi rapidamente distribuiti in tutto il mondo. Queste componenti possono compiere un tragitto di 11.000 chilometri in pochissime settimane ed è proprio per questa ragione che, negli ultimi giorni, sono stato registrati dei valori anomali in Cile e in altri Paesi del Sudamerica. Dai modelli elaborati dagli esperti, saranno inizialmente colpiti i territori appartenenti all’emisfero australe, mentre quello boreale ne sarà affetto fra qualche mese. Così ha commentato Mark Parrington, ricercatore per l’European Center for Medium-Range Weather Forecasts:

Il trasferimento dei fumi dall’Australia al Sudamerica riflette davvero l’intensità degli incendi nelle ultime settimane, dove enormi quantità di composto sono stati liberati.

Oltre alle sostanze nocive, gli incendi australiani potrebbero contribuire ai livelli di emissione di gas serra a livello mondiale, in particolare in termini di monossido di carbonio e metano.

Fonte: Washington Post

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