Incendi in Amazzonia, impennata scovata dai satelliti

Incendi in Amazzonia, impennata scovata dai satelliti

Fonte immagine: Brasil2 via iStock

Incendi in Amazzonia, grave impennata nel mese di luglio scovata dai satelliti: si è anche registrato il record negativo di roghi nelle 24 ore.

Nuova impennata di incendi in Amazzonia, il paradiso di biodiversità del Pianeta sempre più minacciato dai cambiamenti climatici. È quanto emerge dall’analisi delle immagini via satellite e dal lavoro instancabile di alcuni scienziati. Solo nel mese di luglio vi sono stati più di 6.803 roghi, contro i 5.318 del luglio 2019.

L’analisi satellitare è stata possibile grazie all’INPE, l’agenzia spaziale brasiliana. Dalle immagini riprese dai satelliti è emerso un aumento del 28% nel numero degli incendi in Amazzonia, rispetto allo stesso periodo di riferimento dello scorso anno. Un fatto che allarma, poiché luglio è ormai da tempo il mese prescelto dai locali per la cosiddetta “burning season”. Migliaia di agricoltori ogni anno decidono infatti di incendiare illegalmente parti consistenti della foresta, sia per ricavare spazio coltivabile che per fertilizzare il terreno.

Erika Berenguer, esperta di tutela dell’Amazzonia per l’Università di Oxford, ha espresso grande preoccupazione per le cifre rilevate:

Sono estremamente preoccupata. Questo indica che il resto della “burning season” sarà davvero intenso”.

Greenpeace ha analizzato ulteriormente i dati, confermando una prospettiva davvero drammatica. Solo lo scorso 30 luglio, nell’arco di 24 ore si sono registrati ben 1.000 incendi. Si tratta del record in negativo più alto mai registrato in un solo giorno, dal 2005 a oggi.

La situazione è talmente delicata che anche il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, noto per le sue posizioni lontane dall’ambientalismo, ha deciso di intervenire per limitare gli incendi. Qualche giorno fa ha infatti annunciato il divieto di accendere fuochi in Amazzonia per 120 giorni, misura che tuttavia esperti e associazioni hanno ritenuto insufficiente.

Non solo incendi dolosi, tuttavia, ma anche cambiamenti climatici. Sempre le analisi satellitare hanno permesso di scovare numerosi incendi in luoghi irraggiungibili dall’uomo, testimonianza di fiamme spontanee. Con l’aumento delle temperature e un clima sempre più freddo, alcune aree a sud della foresta amazzonica stanno perdendo la loro naturale umidità. Priva di questa importante protezione, la vegetazione diventa sempre più secca e maggiormente incline agli incendi.

Nel frattempo, l’IPAM ha allertato anche possibili conseguenze per l’uomo dagli incendi in corso, che avrebbero già coinvolto 4.500 chilometri quadrati:

Se i roghi e i fumi aumentano, il numero di ricoveri per problemi respiratori aumenterà sensibilmente, aumentando la pressione sul sistema sanitario già in ginocchio dalla pandemia di COVID-19.

Fonte: NBCNews

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