Inaugurata la città dei gatti a Tokyo

Inaugurata la città dei gatti a Tokyo

Fonte immagine: Pixabay

Inaugurato a Tokyo il Kichijoji Petit Mura, un borgo dedicato ai gatti e completamente ispirato allo Studio Ghibli: ecco le peculiarità.

L’amore del Giappone nei confronti dei gatti non è di certo un segreto. I felini sono infatti protagonisti delle produzioni artistiche moderne del Sol Levante, dagli anime ai videogiochi, mentre di recente sono pressoché spuntati ovunque i Cat Café, dove sorseggiare un drink in compagnia di un quadrupede. L’ultima e singolare iniziativa giunge però da Tokyo, dove di recente è stato inaugurato un piccolo borgo tutto dedicato agli amici gatti: il Kichijoji Petit Mura.

Il luogo, un vero e proprio quartiere in miniatura e a misura di gatto, è stato realizzando ispirandosi al famosissimo Studio Ghibli, la casa di animazione giapponese amata in tutto il mondo, la cui sede è proprio nelle vicinanze del borgo a quattro zampe. Moltissimi edifici colorati, da piccole casette a veri e propri castelli, ospitano decine di docilissimi gatti, i quali possono qui vivere in piena libertà, lontano da pericoli e certamente protetti.

Preso letteralmente d’assalto dai visitatori, tanto da determinare una lunghissima lista d’attesa, il Kichijoji Petit Mura si caratterizza soprattutto per il suo colorato castello, nonché per i servizi previsti per i visitatori, tra cui un bar. I turisti, i quali pagano un biglietto di circa 10 euro per poter aver accesso al borgo, devono però attenersi ad alcune regole ferree per rispettare il benessere dei gatti: possono fotografarli solo escludendo il flash, non possono fornire loro cibo e, soprattutto, è vietato coccolarli o prenderli in braccio. Una misura, quest’ultima, essenziale per evitare stress e ogni tipo di pericolo.

Così come già accennato in apertura, e riportato anche da Repubblica, non è la prima volta che il Giappone si distingue per iniziative rivolte ai gatti. Oltre ai Cat Café, famosi sono diventati i mici delle stazioni ferroviarie, spesso eletti addirittura capotreno.

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