In Italia lo stabilimento geotermico di Ikea

In Italia lo stabilimento geotermico di Ikea

Gli svedesi di Ikea hanno inaugurato a Corsico un impianto geo-termico in grado di fornire al locale super-store del mobile aria fredda o calda a seconda delle stagioni, semplicemente sfruttando lo sbalzo termico del sottosuolo tra la superficie fredda e una profondità calda di 125m. Lo stesso progetto sarà riproposto, in maniera ancor più ambiziosa, […]

Gli svedesi di Ikea hanno inaugurato a Corsico un impianto geo-termico in grado di fornire al locale super-store del mobile aria fredda o calda a seconda delle stagioni, semplicemente sfruttando lo sbalzo termico del sottosuolo tra la superficie fredda e una profondità calda di 125m. Lo stesso progetto sarà riproposto, in maniera ancor più ambiziosa, nel nuovo punto vendita di Parma.

Con tale sistema Ikea riuscirà ad abbattere i costi di riscaldamento e refrigerazione dei propri stabili di oltre il 50%, riuscendo ad ammortizzare i costi di investimento nel giro di pochi anni.

A Corsico l’impianto è stato costruito anche grazie all’intervento e all’interesse della Provincia di Milano che ha salutato con estrema soddisfazione l’inaugurazione avvenuta nell’ultimo mese del 2008.

In Italia la geotermia vanta una storia addirittura secolare se si pensa che il primo impianto in grado di sfruttare il vapore proveniente dal sottosuolo per produrre elettricità risale al 1904. Tale forma di approvvigionamento energetico è stato ampiamente utilizzato nel nostro paese per diversi anni ma per il futuro è in arrivo una nuova generazione di impianti, denominati Egs, Enhanced Geotermal System.

Lo studio, che vede ancora una volta coinvolto il nostro paese e in particolar modo il Politecnico di Torino, prevede di far circolare acqua all’interno di tubature a circuito chiuso poste ad alte profondità, una volta tornata in superficie il fluido, scaldato, sarà in grado di fornire a più abitazioni acqua calda, riscaldamento e anche energia elettrica.

Tali sistemi sono in fase sperimentale anche negli Stati Uniti e potrebbero arrivare a fornire, secondo le previsioni degli scienziati, il 10% dell’energia globale prodotta se applicata in maniera diffusa e capillare. L’unico effetto collaterale è rappresentato dal rischio sismico che questi impianti potrebbero causare, così come avvenuto in Svizzera nei pressi di Basilea, dove la costruzione di un grosso impianto geotermico ha subito uno stop forzato proprio a causa di scosse telluriche provocate dagli scavi in profondità.

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