Impiccano cane per non pagare il veterinario

Impiccano cane per non pagare il veterinario

Una coppia inglese avrebbe deciso di impiccare il loro Border Collie, pur di non pagare i costi della soppressione presso un veterinario abilitato.

Un nuovo caso di violenza sugli animali arriva dall’Inghilterra, dove una coppia si sarebbe resa colpevole dell’uccisione di un cane pur di non pagare il veterinario. I due, in particolare il fidanzato, si sarebbero accaniti su un Border Collie ormai malconcio, pur di non pagare i costi di un’eutanasia condotta in uno studio medico. I responsabili dovranno ora prestarsi a 300 ore di lavori socialmente utili e pagare un’ingente multa.

Il tutto sarebbe accaduto qualche mese fa, quando la coppia si è rivolta a un veterinario per la soppressione del cane Shandy. Appreso il costo di 100 sterline per eseguire la procedura, i due avrebbero deciso di procedere con modalità poco convenzionali e, purtroppo, violente per l’animale. L’uomo, un giovane di 27 anni, avrebbe immobilizzato il cane per stringere un cappio al collo. Quindi, con l’aiuto della compagna quarantaduenne, lo avrebbe impiccato alle travi del soffitto del salotto di casa. Dopo 10 minuti di interminabile sofferenza, il cane in agonia è stato slegato e colpito ripetutamente in viso fino all’ultimo respiro. Il cadavere sarebbe poi stato seppellito in giardino.

Altri dettagli inquietanti sono emersi dalla ricostruzione in aula, presso le corti di Salisbury, dove il duo risiede. A quanto pare, lo scorso 17 gennaio la coppia si sarebbe recata da un veterinario per richiedere la soppressione del Border Collie, poiché diventato aggressivo e rumoroso: pare che il quadrupede abbaiasse di continuo. Lo specialista, dopo aver informato sui costi della procedura, avrebbe comunicato alla coppia come questi interventi si eseguano solo su cani troppo anziani, affetti da malattie non curabili o protagonisti di attacchi violenti, tutte caratteristiche apparentemente estranee a Shandy.

Le corti hanno effettivamente riconosciuto un comportamento anomalo nel cane, tanto da aver morso i suoi proprietari in un paio di occasioni ed essere spesso costretto all’accudimento in gabbia, perché pericoloso. Ma la valutazione finale spetta sempre al veterinario e, ovviamente, l’impiccagione rientra a pieno titolo nel reato di maltrattamento di animali. Considerato come i giudici abbiano riscontrato nella coppia un forte pentimento, sono stati condannati a circa 20 settimane di carcere, sospese per 18 mesi poiché i responsabili sono incensurati. In questo lasso di tempo, si sottoporranno a 300 ore di lavori socialmente utili e al pagamento di una multa di quasi 4.000 sterline, due alternative che potrebbero allontanare il rischio di reclusione. Inoltre, è stato loro vietato di accudire animali domestici per i prossimi 10 anni.

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