Illuminazione pubblica ridotta per risparmiare energia nel DDL Stabilità

Illuminazione pubblica ridotta per risparmiare energia nel DDL Stabilità

Ridurre l'illuminazione pubblica nelle ore notturne lo prevede il testo approvato dal governo nel DDL Stabilità. Polemiche sulla sicurezza.

Razionalizzare l’illuminazione stradale per favorire il risparmio energetico e tagliare la bolletta elettrica delle città. È l’obiettivo della cosiddetta operazione “Cieli bui” (che qualcuno ha già ribattezzato “Cieli blu”), inserita dal Consiglio dei ministri nella Legge stabilità appena approvata.

Per conoscere i dettagli del provvedimento bisognerà aspettare la pubblicazione della legge sulla Gazzetta Ufficiale. Per ora, quello che si sa è che il governo ha previsto la successiva emanazione di un decreto dedicato appunto alla riorganizzazione – in chiave di efficienza energetica – dei sistemi di illuminazione pubblica.

Si legge nella versione ufficiosa della Legge stabilità che circola da ieri:

Per finalità di contenimento della spesa pubblica, di risparmio di risorse energetiche, nonché di razionalizzazione ed ammodernamento delle fonti di illuminazione in ambienti pubblici, con decreto del Presidente del Consiglio, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico e delle infrastrutture, nonché con il Ministro dell’economia e delle finanze, da adottare entro . giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono stabiliti standard tecnici di tali fonti di illuminazione e misure di moderazione del loro utili.

Non si conosce ancora il limite di tempo entro il quale dovrà essere varato il decreto, ma la legge indica già alcune delle misure da introdurre, come ad esempio:

a) spegnimento dell’illuminazione ovvero suo affievolimento, anche automatico, attraverso appositi dispositivi, durante tutte o parte delle ore notturne;
b) individuazione della rete viaria ovvero delle aree, urbane o extraurbane, o anche solo di loro porzioni, nelle quali sono adottate le misure dello spegnimento o dell’affievolimento dell’illuminazione, anche combinate fra loro;
c) individuazione dei tratti di rete viaria o di ambiente, urbano ed extraurbano, ovvero di specifici luoghi ed archi temporali, nei quali, invece, non trovano applicazione le misure sub b);
d) individuazione delle modalità di ammodernamento degli impianti o dispositivi di illuminazione, in modo da convergere, progressivamente e con sostituzioni tecnologiche, verso obiettivi di maggiore efficienza energetica dei diversi dispositivi di illuminazione.

La notizia dell’operazione Cieli bui ha suscitato immediatamente reazioni e commenti. Pochi, per la verità, quelli favorevoli, a cominciare dal parere dell’associazione CieloBuio, un gruppo che da anni si batte contro l’inquinamento luminoso e che ha avuto un ruolo importante, in fase di consultazione pubblica per la spending review, nella scelta dell’esecutivo di introdurre il provvedimento. Anche secondo Legambiente si tratta di una notizia positiva, ma solo a patto che rappresenti il primo passo nella direzione di una maggiore efficienza.

Commenta il vice-presidente di Legambiente, Edoardo Zanchini:

Il provvedimento è sicuramente lungimirante da un punto di vista ambientale, ma più che spegnere i lampioni, dovrebbe essere il primo di una serie di interventi seri e mirati per investire partendo dalle tecnologie di illuminazione a 360 gradi sull’efficienza energetica da parte delle amministrazioni pubbliche.

Illuminare meglio oltre che meno, insomma. Di tutt’altro tenore il commento del Telefono Rosa, preoccupato per le possibili conseguenze sulla pubblica sicurezza. In una intervista a rilasciata a Il Salvagente, la presidente Maria Gabriella Moscatelli osserva che l’associazione chiede da anni l’esatto opposto, ovvero che si aumenti l’illuminazione sulle strade cittadine.

Un punto di vista condiviso, per ragioni diverse, da ASAPS (Associazione Sostenitori Amici della Polizia Stradale)), che teme un’impennata degli incidenti, soprattutto a carico di pedoni e ciclisti. Eppure, CieloBuio sottolinea, in base a diverse esperienze di successo già condotte all’estero, che il binomio luce=sicurezza non è suffragato da dati concreti.

Il tema, insomma, è destinato a far discutere e non poco, anche perché non è ancora chiaro – e non lo sarà fino alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale – quale sarà l’iter di approvazione del decreto, e come il governo intenda risolvere le possibili sovrapposizioni di competenze con gli enti locali, che finora hanno gestito l’aspetto illuminazione. Quel che è certo, al momento, è che la spesa annua pro capite dell’Italia per i lampioni è pari al doppio della della Germania e al triplo della Gran Bretagna.

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