Il riscaldamento globale porrà fine alla civiltà umana entro il 2050

Il riscaldamento globale porrà fine alla civiltà umana entro il 2050

Uno studio di un centro di ricerca australiano prevede la fine della nostra civiltà entro il 2050.

Un nuovo report, prodotto finale di uno studio australiano sui cambiamenti climatici, ha appena descritto il fenomeno del riscaldamento globale come “una minaccia a breve-medio termine per la civiltà umana”. Il documento è stato scritto da David Spratt, direttore di ricerca del Breakthrough National Centre for Climate Restoration  di Melbourne, in collaborazione con Ian Dunlop, un ex dirigente della Shell già a capo della Australian Coal Association, una lobby australiana del settore minerario.

Utilizzando la tecnica dell’analisi di scenario, gli studiosi australiani hanno delineato i possibili avvenimenti futuri legati al surriscaldamento della terra, a seconda dell’aumento della temperatura media, ipotizzando conseguenze catastrofiche e irreversibili già per il 2050.

Secondo le ricerche, nel caso di un aumento medio di 3 gradi, innescherebbe un processo a catena amplificato dai naturali meccanismi di adattamento della natura, al punto dal portare al collasso ecosistemi come l’Artico, numerose porzioni della barriera corallina e della Foresta Amazzonica. Conseguenzialmente, cambierebbero le condizioni di esistenza umana: un miliardo di persone, principalmente dall’Africa Sub-Sahariana, fuggirebbero da condizioni impossibili per la sopravvivenza, altre due miliardi di persone vivrebbero in ogni caso in condizioni severe di siccità e scarsità di risorse idriche.

Anche nel caso di un aumento della temperatura media di 2 gradi, le conseguenze si rivelerebbero estreme, con la migrazione forzata di un miliardo di persone e la minaccia seria per la coesistenza civile in paesi come Cina e Stati Uniti, a causa della fine dell’agricoltura e del crollo nella produzione di cibo in molti territori.

Commentando i risultati, Spratt spiega a Motherboard le motivazioni di tanta reticenza nelle istituzioni mondiali:

Molta della conoscenza prodotta per chi deve emanare leggi è troppo prudente. Ma i rischi ora sono esistenziali, per questo è necessario un approccio nuovo al clima e al determinare i rischi per ognuno tramite l’analisi degli scenari. E parliamo di danni difficili da quantificare, dato che escono dal tracciato dell’esperienza umana degli ultimi mille anni.

Un’enfatizzazione necessaria a smuovere coscienze e a sensibilizzare su un tema, come testimoniato dal supporto dall’ex ammiraglio Chris Barrie, già Capo delle Forze di Difesa Australiane dal 1998 al 2002:

Il paper ha messo nero su bianco la verità nuda e cruda sulla situazione disperata in cui gli esseri umani e il nostro pianeta si trovano, dipingendo un quadro inquietante della possibilità concreta che la vita umana sulla Terra possa essere a un passo dall’estinzione, nel modo peggiore possibile.

Un sostegno che vale come un ulteriore conferma della seria minaccia dei cambiamenti climatici per la Terra conosciuta fino a oggi.

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