Il primo volo della Crew Dragon 2

Il primo volo della Crew Dragon 2

Fonte immagine: Wikipedia

Gli Stati Uniti torneranno a godere di autonomia rispetto ai russi grazie al velivolo progettato dalla SpaceX di Elon Musk.

L’appuntamento è fissato per il 27 maggio. Anche se c’è la possibilità che possa slittare. Poco importa, perché è tutto pronto e il conto alla rovescia dipenderà solo da questioni collaterali. Riuscito lo scorso anno il cosiddetto “Demo-1”, il primo volo completo – ma senza equipaggio umano – con attracco alla Stazione spaziale internazionale e rientro sicuro a Terra, SpaceX è pronta alla “Demo-2” del suo gioiello: un altro primo volo della navicella Crew Dragon che stavolta porterà a bordo astronauti in carne e ossa. Restituendo agli Stati Uniti, e alla Nasa, l’indipendenza e la capacità di portare i suoi uomini sulla Iss. E poi, chissà, verso fronti ancora più lontani, dal Gateway, l’avamposto lunare che sostituirà la Stazione, a Marte.

Dal 2011 gli Usa sono infatti legati loro malgrado alle capsule Soyuz degli arcinemici russi per andare e tornare dalla Stazione spaziale, alla modica cifra di 80 milioni di dollari per ciascun “passaggio”: una situazione umiliante, per un’agenzia che ha messo i piedi sul nostro satellite mezzo secolo fa. Così le società private sono corse in soccorso della Nasa, che d’altronde guarda in modo essenziale alla loro collaborazione per raggiungere gli obiettivi futuri: la SpaceX di Elon Musk, impegnata anche su diversi altri fronti come i razzi riutilizzabili – e in questo senso “sostenibili” – Falcon e lo Starship per lanciarsi verso il pianeta Rosso, ha ormai ultimato lo sviluppo della Crew Dragon, anche nota come Dragon 2, che ospiterà gli ex piloti militari e astronauti Bob Behnken, 49 anni, e Doug Hurley, 53.

Settimana più, settimana meno, la capsula è completa e tutti i test di sicurezza sono stati superati con successo per poter decollare dal mitico Kennedy Space Center di Cape Canaveral, in Florida. Oltre alla possibilità di tornare sulla Iss – dove la coppia rimarrà per 110 giorni – il traguardo è fondamentale per quietare le ambizioni di successo spaziale del presidente Donald Trump, che scommette sul 2024 per il ritorno sulla Luna. Peccato che, almeno dal vivo, non ci saranno i soliti curiosi dei lanci: solo gli scienziati e gli ingegneri, insomma il personale autorizzato e un numero limitato di giornalisti potranno assistere all’evento che può sena dubbio definirsi “storico” visto che restituisce “autonomia di viaggio” agli astronauti a stelle e strisce.

Oltre a Demo-2, che sarà dunque una sorta di prova generale, l’agenzia spaziale statunitense ha annunciato anche la prima missione ufficiale del nuovo programma, denominata “United States Crew Vehicle mission 1”. Partirà il prossimo agosto e porterà sulla Iss quattro astronauti: Michael S. Hopkns, Victor J. Glover, Soichi Noguchi e Shannon Walker.

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