Il nucleare rallenta nel 2011: diminuite le centrali attive

Il nucleare rallenta nel 2011: diminuite le centrali attive

Energia nuclera, il 2011 ha registrato la chiusura di 13 reattori a frontye dell'apertura di 6. Prodotti in un anno quasi 7.000 MW in meno

Il 2011 sarà ricordato come uno degli anni peggiori per l’energia nucleare: l’anno appena trascorso, infatti, ha fatto segnare la chiusura di 13 reattori, contro gli appena 6 nuovi reattori entrati in funzione. Se parliamo di potenza elettrica generata, poi, nel 2011 se ne sono andati 11.272 MW che sono stati sostituiti da soli 4.014 MW.

Certamente buona parte del crollo del nucleare nel 2011 è dovuto al disastro di Fukushima: 4 dei 13 reattori spenti per sempre sono proprio quelli della centrale di Daiichi, mentre altri otto sono quelli spenti per decisione politica da Angela Merkel in Germania sempre in reazione ai fatti giapponesi. Il tredicesimo reattore spento nel 2011, infine, è della centrale inglese di Oldbury. Un vero e proprio dinosauro nucleare: costruito negli anni sessanta, entrato in funzione nel ’68, era un reattore di prima generazione con ben pochi fratelli ancora in vita nel mondo.

Tra le sei new entry nucleari dell’anno appena passato, invece, ben tre sono cinesi: il primo è quello della centrale di Lingao, poi c’è quello dell’impianto di Qinshan e, infine, c’è un reattore sperimentale. Altri due big nucleari che crescono nel 2011 sono l’India, con un nuovo reattore nella centrale di Kaiga, e la Russia con un nuovo reattore a Kalinin. Fa storia a parte l’Iran: è uno dei paesi più ricchi di petrolio e gas naturale al mondo e non avrebbe alcun bisogno dell’energia atomica; da pochissimo ha però inaugurato la centrale nucleare di Bushehr per ragioni che appaiono esclusivamente geopolitiche.

A fine 2011, quindi, il bilancio del nucleare è nettissimo: 13 reattori in meno e sei in più, con una perdita netta di circa 7.000 MW di potenza. Nonostante tutto ciò, il mondo non si è ancora spento.

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