Il nucleare cresce: 350 nuove centrali entro il 2030

Il nucleare cresce: 350 nuove centrali entro il 2030

L'AIEA parla di una crescita delle centrali e gran parte dell'incremento dovrebbe verificarsi nei paesi in cui l'atomo è già da tempo affermato, quali Cina e India

Nonostante la paura causata dall’incidente di Fukushima, nei prossimi due decenni l’utilizzo dell’energia nucleare andrà incontro a una crescita mondiale sicuramente significativa. Si tratta della previsione fornita, ironia della sorte proprio in coincidenza con l’incendio sviluppatosi nella centrale di Marcoule in Francia, direttamente dall’AIEA (Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica).

In base alle stime dell’organismo internazionale fondato allo scopo di promuovere l’utilizzo pacifico dell’energia nucleare, infatti, i 432 reattori attualmente operativi nel mondo (localizzati soprattutto negli Stati Uniti, in Russia e in Francia, N.d.R.) potrebbero facilmente aumentare di una cifra compresa tra le 90 e le 350 unità entro il 2030.

Secondo il direttore generale, Yukiya Amano, in particolare:

La crescita sarà continua e significativa, anche se a un ritmo più lento rispetto a quello che avevamo previsto. Gran parte dell’incremento si verificherà nei paesi in cui l’atomo è già presente, specialmente in Asia. Cina e India rimarranno i principali centri di espansione.

In netto contrasto con tali affermazioni arrivano però le parole di Masayoshi Son, fondatore e amministratore delegato di Softbank. In occasione della presentazione della fondazione Japan Renewable Energy Foundation, l’imprenditore più ricco del Giappone ha infatti affermato:

Il Giappone è un paese crivellato da terremoti. Dobbiamo minimizzare l’impiego dell’energia nucleare entro i prossimi 20 anni.

L’obiettivo del magnate è quello di fare in modo che, entro il 2030, il 60% dell’energia giapponese sia ricavata da fonti rinnovabili. Il tutto passando attraverso la creazione, sull’intero territorio nazionale, di una super-grid in grado di portare l’energia ovunque e, soprattutto, a prezzi moderati.

Secondo le stime fornite, il costo complessivo dell’operazione sarebbe di circa 26.000.000 di dollari e permetterebbe la costruzione di una rete di circa 2.000 chilometri. Successivamente, quindi, potrebbe essere ipotizzabile una sua progressiva espansione in tutta l’Asia, raggiungendo una lunghezza di 36.000 chilometri e fornendo energia ad altri paesi quali India, Cina e Russia.

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