Il Giappone uscirà dal nucleare tra il 2030 e il 2040

Il Giappone uscirà dal nucleare tra il 2030 e il 2040

Il Giappone annuncia l'uscita dal nucleare: sarà tra il 2030 e il 2040. Alcuni politici locali si ribellano e tutti temono che non parta il decommissioning.

Il Governo giapponese sta mettendo a punto la bozza della nuova Strategia Energetica del paese. Da quanto è trapelato grazie ai media nipponici, Kyodo News e la TV NHK (entrambe fonti preziosissime di informazioni durante il disastro nucleare di Fukushima), sembrerebbe che il Giappone stia per abbandonare il nucleare.

Ma non così presto come i media italiani hanno riportato. Nella bozza, infatti, non c’è scritto che le centrali nucleari verranno spente entro il 2030 ma entro “i 2030”. Cioè nel decennio che va dal 2030 al 2040. Ciò tramite un nuovo limite di età entro il quale le centrali dovranno andare in pensione: 40 anni di servizio.

Considerando che alcune centrali nucleari giapponesi sono entrate in servizio negli anni novanta, basta un po’ di matematica per sapere quando verranno spente. Di buono, però, c’è che la nuova Strategia Energetica Nazionale nipponica (la cui versione definitiva dovrebbe essere presentata domani dal Governo) non prevede la costruzione di altri impianti nucleari.

Non a tutti è piaciuta la scelta di uscire dal nucleare. Issei Nishikawa, governatore della Prefettura di Fukui che è la zona del Giappone con più centrali nucleari, ha incontrato il viceministro dell’Industria Seishu Makino e ha tentato di spiegargli che il paese non può sopravvivere senza energia nucleare e ha minacciato: se il Governo vuole spegnere le centrali deve anche rimuovere tutto il combustibile esausto e riportare i siti al loro stato originale.

Richiesta molto simile anche da parte di Kazuhiko Matsuo, rappresentante politico della città di Aomori che ha chiesto ai ministri dell’Industria e dell’Energia nucleare, Yukio Edano e Goshi Hosono, di procedere con il riprocessamento nucleare affinché Aomori non si trasformi in un deposito di combustibile esausto.

Ciò che vogliono i politici locali giapponesi è una cosa sola: il decommissioning. Un problema comune a tutte le nazioni nuclearizzate, soprattutto per i suoi costi esorbitanti.

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