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Il Giappone è tornato al nucleare, ma si teme per reattore 4 di Oi

Il Giappone è tornato al nucleare, ma si teme per reattore 4 di Oi

Riattivato il reattore numero 3 della centrale atomica di Oi, nella prefettura di Fukui. Proteste dei giapponesi, contrari ad un ritorno al nucleare.

Il nucleare in Giappone è di nuovo attivo. A partire dalle ore 21 di ieri, ore 14 in Italia, la centrale atomica di Oi è di nuovo una fonte energetica grazie al riavvio del reattore numero 3. Soddisfazione da parte della KEPCO (il gestore di servizi di riferimento per l’impianto) mentre accese sono state le proteste da parte dei cittadini giapponesi evacuati dopo il disastro seguito allo tsunami dell’11 marzo 2011.

Terminate quindi le procedure di preparazione al riavvio, il reattore numero 3 della centrale nucleare di Oi è tornato a rifornire di energia elettrica il Giappone. Si dovrà tuttavia attendere fino alla fine del mese affinché la produzione entri pienamente a regime. Non è stato al contrario necessario attendere ulteriormente per quanto riguarda le manifestazioni di protesta dei giapponesi. Ad ulteriore dimostrazione dello scarso attaccamento dei nipponici all’atomo arriva la presentazione di circa 7,5 milioni di firme per la petizione che vorrebbe l’addio al nucleare messo al voto tramite referendum nazionale.

A sostegno della crescente richiesta dei giapponesi di fermare definitivamente le centrali arrivano i nuovi problemi, nonostante il Governo di Yoshihiko Noda mostri con sicurezza il successo degli stress test condotti sugli impianti, per il secondo dei due reattori a cui è stato concesso il nulla osta alla riaccensione. Il numero 4 di Oi ha evidenziato problemi al sistema di raffreddamento: l’ultimo blocco lo scorso sabato, quando è rimasto fuori uso per circa un giorno e mezzo mettendo a rischio la stabilità di oltre 1.500 barre di uranio.

Contro la riattivazione delle centrali giapponesi anche il parere di alcuni sismologi, che testimoniano come secondo gli studi realizzati le strutture non offrirebbero le necessarie garanzie in caso di eventi sismici. Secondo gli esperti, per attrezzare gli impianti per quella eventualità servirebbero almeno 3 anni. Tempo che il governo di Tokyo non sembra intenzionato a prendere, avendo programmato il prossimo 14 luglio anche il riavvio del tanto discusso reattore numero 4 di Oi.

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