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Il freddo aumenta il pericolo di infarto: cuore a rischio a Natale

Il freddo aumenta il pericolo di infarto: cuore a rischio a Natale

Il freddo aumenta il rischio infarto, soprattutto in combinazione con variabili che ricorrono durante la Vigilia di Natale: ecco cosa evitare.

Durante il periodo di maggiore freddo aumenta il rischio infarto. A stabilirlo uno studio svedese pubblicato sulla rivista British Medical Journal. Secondo i ricercatori scandinavi a incidere sarebbe un mix di basse temperature, eccesso di cibo, alcol e i più o meno lunghi viaggi compiuti per recarsi a casa dei parenti in occasione del Natale.

Secondo i ricercatori svedesi proprio la notte della Vigilia di Natale rappresenterebbe il momento di maggiore rischio. Nello specifico intorno alle 22 si registrerebbe il maggior numero di episodi di infarto. A stabilirlo l’analisi dei dati contenuti nel registro delle unità coronariche svedesi “Swedeheart”, con oltre 300 mila casi di infarto al miocardio presi in esame e avvenuti tra il 1998 e il 2013.

Stando a quanto riferito dagli studiosi nella notte della Vigilia i casi di infarto subirebbero un incremento del 37%, percentuale che scende al 27% il giorno di Natale per poi ridursi ulteriormente al 20% il giorno di Capodanno. L’effetto vasocostrittivo del freddo incrementerebbe nello specifico il rischio di rottura delle placche arteriosclerotiche. Come ha sottolineato il dott. Giuseppe Mercuro, presidente Società Italiana di cardiologia:

Gli studi che indicano il freddo intenso come un possibile pericolo per cuore e vasi sono numerosi: una recente indagine svedese condotta su oltre 274.000 pazienti con problemi cardiovascolari seguiti nell’arco di 16 anni, pubblicata su Jama, ha dimostrato che nelle giornate con una temperatura al di sotto di 0°C il numero di infarti cresce.

Secondo il cardiologo italiano basterebbe un rialzo delle temperature di 8 gradi per ridurre il rischio di infarto del 3%. Al contrario compiere attività faticose, ad esempio spalare la neve, quando fa freddo aumenterebbe il pericolo di attacco cardiaco a causa dell’incremento del battito oltre il 75% della sua capacità massima e aumentare il rischio infarto del 34%. Chi soffre di patologie cardiache dovrebbe quindi consultare il proprio medico, ha concluso Mercuro, e valutare un adeguamento delle proprie terapie farmaceutiche:

Le giornate invernali fredde e di maltempo sono quelle in cui la probabilità di problemi cardiovascolari è massima. Il suggerimento è quello di ‘aggiustare’ dal cardiologo la terapia anticoagulante riducendo l’esposizione al freddo attraverso abbigliamento e riscaldamento adeguati.

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