Il batterio killer non è legato ai cetrioli

Il batterio killer non è legato ai cetrioli

Non sono stati i cetrioli spagnoli a diffondere l'escherichia coli. E mentre gli esperti brancolano nel buio, il mercato va nel panico

Il batterio killer sta facendo ammattire un po’ tutti. Se i consumatori sono nel panico, gli esperti sono entrati nel pallone. L’ultima novità è che la causa del contagio non sarebbero i famosi cetrioli spagnoli… e la le istituzioni suggeriscono di puntare sugli ortaggi locali, la domanda sta comunque calando a vista d’occhio, segno che anche i nostri compatrioti non si sentono sicuri di ciò che comprano.

Come ha ricordato l’assessore vento Franco Manzato:

Anche questa volta come in molte, troppe occasioni in passato il problema viene da fuori confine e dalla paura che si è sparsa ovunque per i cetrioli killer, ai quali in Germania e nei Paesi nordici vengono attribuite finora oltre una quindicina di vittime e piu’ di mille persone con gravi sintomi di intossicazione da una versione ”assassina” di escherichia coli.

E mentre si cerca di trovare la vera causa del contagio – una volta esclusi la partita di cetrioli spagnoli – è il caso di ricordare quali siano i sintomi di questo particolare tipo di E. coli: coliche addominali molto forti, scariche di diarrea acquose e perdita di appetito, fino ad arrivare alla sindrome emolitica-uremica e conseguente blocco renale (potenzialmente fatale). Detto questo, si consiglia di mantenere la calma in caso si presentino solo alcuni di questi sintomi.

Fin troppe malattie, anche banali, possono creare molti di questi sintomi. Anche un semplice attacco di panico.

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