Idrogeno e metanolo dai rifiuti: accordo Eni e Maire Tecnimont

Idrogeno e metanolo dai rifiuti: accordo Eni e Maire Tecnimont

Fonte immagine: iStock

Eni e Maire Tecnimont insieme per sviluppare una nuova tecnologia per la trasformazione dei rifiuti in energia, idrogeno e metanolo.

Ottenere nuova energia, idrogeno e metanolo dai rifiuti. Al centro dell’accordo tra Eni e Maire Tecnimont, che interverrà tramite la propria controllata NextChem (impegnata nella chimica verde), che punta a sviluppare e mettere a punto una tecnologia a basso impatto ambientale di conversione dei rifiuti solidi urbani e in plastiche non riciclabili.

Eni offrirà per lo sviluppo della nuova tecnologia i propri siti industriali in Italia. A cominciare dalla bioraffineria di Porto Marghera, per la quale l’interesse dell’azienda è quello di utilizzarla per la valutazione del progetto “Waste to Hydrogen“. Già realizzato, in collaborazione con NextChem, lo studio di fattibilità. Come ha dichiarato Giuseppe Ricci, Chief Refining & Marketing Officer Eni:

Con questa partnership Eni acquisisce una tecnologia fortemente innovativa che, unitamente al grosso patrimonio tecnologico accumulato in decenni di attività di raffinazione, permetterà l’avvio di una concreta economia circolare che dai rifiuti produrrà carburanti a basso impatto ambientale.

L’obiettivo è quello di applicare in maniera concreta l’economia circolare, con centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti reimmessi nel ciclo produttivo. Si incrementerà la sostenibilità ambientale dei siti industriali riducendo al contempo le emissioni di anidride carbonica. Come ha sottolineato Pierroberto Folgiero, AD del Gruppo Maire Tecnimont:

Questa partnership tecnologica con un leader come Eni rappresenta per noi un risultato importantissimo nel nostro progetto di green acceleration. La transizione energetica richiede l’industrializzazione di nuovi processi di trasformazione e con NextChem siamo posizionati per rispondere a questa crescente esigenza di cambiamento.

L’accordo, con il quale Eni è co-developer della tecnologia NextChem, permetterà di applicare concretamente l’economia circolare, dando una seconda vita a centinaia di migliaia di tonnellate di rifiuti non riciclabili attraverso la produzione di prodotti chimici e combustibili, contribuendo così alla sostenibilità ambientale dei siti industriali nell’ambito di un sistema sempre più integrato ed efficiente volto al contenimento e riduzione delle emissioni di CO² in atmosfera.

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