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Hyundai: un enorme parco fotovoltaico sul tetto di una fabbrica in Corea

Hyundai: un enorme parco fotovoltaico sul tetto di una fabbrica in Corea

La Hyundai conferma la decisione di voler costruire sullo stabilimento di Asan un impianto fotovoltaico di dimensioni imponenti: 10 MW.

Sono i numeri a parlare e a farci rendere conto delle dimensioni colossali in questione: un impianto fotovoltaico posizionato su 213 mila m2, qualcosa come 40 mila pannelli per una potenza di 10 MW. Stiamo parlando del più grande impianto mai pensato su un tetto, almeno in Corea del Sud, e a volerlo costruire è la Hyundai Motor Company.

Ma dove trovare un tetto così grande? Semplice, a ospitare questa vera e propria centrale pensile sarà lo stabilimento industriale di Asan. E l’immagine mostra benissimo di cosa stiamo parlando.

fotovoltaico ad Asan

L’elettricità prodotta sarà ceduta alla Korea Electric Power Corporation (KEPCO) e si stima sarà in grado di soddisfare il bisogno di qualcosa come 3200 famiglie.

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Come leggiamo dal comunicato italiano della Hyundai, tutto è stato pensato con un’attenzione particolare al problema ambientale:

Il progetto non prevede l’utilizzo di ulteriori spazi né implica altro impatto ambientale di qualsivoglia tipo, essendo il 100% dell’impianto fotovoltaico di Asan costruito sui tetti esistenti.

Per produrre la stessa quantità di energia elettrica, una centrale termoelettrica tradizionale rilascia 5.600 tonnellate di anidride carbonica. La riduzione di tali emissioni equivale all’effetto benefico derivante dalla piantumazione di 1.120.000 alberi di pino.

Infine, gli irrigatori utilizzati per raffreddare i pannelli solari, contribuiscono al risparmio complessivo d’energia dell’impianto, abbassando la temperatura interna durante le stagioni calde.

Si tratta di un’iniziativa certamente apprezzabile, che speriamo si accompagni allo sviluppo di forme di diminuzione dell’uso di energia nell’industria. Di fatti, non è strano pensare che la fabbrica in questione consumi di suo una quantità di energia superiore a quella delle suddette 3200 famiglie. Probabilmente sarebbe questo il lavoro più prezioso da fare.

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