Hula dance: rimedio hawaiano per curare la pressione alta

Hula dance: rimedio hawaiano per curare la pressione alta

Fonte immagine: iStock

Dalla Hula dance, la danza tradizionale hawaiana, un rimedio naturale contro la pressione alta: i benefici per chi soffre di ipertensione.

Tenere sotto controllo la pressione alta ballando. Questo è l’insolito rimedio naturale che arriva nientemeno dalle Hawaii, dove si ritiene un toccasana per la circolazione la pratica della Hula dance, la danza tradizionale hawaiana. Niente farmaci quindi, ma soltanto un po’ di “azione” per dimenticarsi dell’ipertensione. Questo secondo quanto hanno affermato alcuni ricercatori, il cui studio ha analizzato i profili di alcuni Nativi hawaiani.

Presentato durante le “Hypertension Scientific Sessions 2019” dell’American Heart Association, questo studio afferma che praticare una danza tradizionale come la Hula dance rappresenta un vero e proprio rimedio naturale contro la pressione alta. La scelta dei Nativi hawaiani per lo studio non è stata casuale, ha sottolineato l’autore principale dello studio, ma dettata dalla particolare incidenza di problematiche cardiovascolari rispetto agli hawaiani bianchi e agli asiatici.

I 250 Nativi hawaiani scelti avevano un’età media di 58 anni ed erano per l’80% donne. Malgrado fossero sotto terapia farmacologica anti-ipertensiva tutti presentavano una sistolica (pressione “massima”) di almeno 140 mmHg o pari/superiore a 130 mmHg se affetti da diabete di tipo 2. Dopo 3 ore di sessioni informative (1 ora per sessione) i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: il primo ha frequentato classi speciali di Hula dance due volte a settimana per tre mesi, seguite da una sessione settimanale mensile per ulteriori tre mesi (oltre ad attività di sensibilizzazione e auto-allenamento), mentre gli altri hanno seguito soltanto la consueta terapia medica (senza alcuna integrazione in termini di attività complementari).

I partecipanti del gruppo Hula dance hanno visto ridotta la pressione massima sotto i 130 mmHg e la minima sotto gli 80 mmHg, mostrando inoltre maggiori probabilità di ridurre la sistolica di almeno 10 mmHg.

La Hula dance rappresenta soltanto un esempio di quello che può offrire, in termini di salute cardiovascolare, una danza tradizionale. Consigliate sono anche quelle appartenenti ad altri gruppi indigeni quali Indiani d’America, Nativi dell’Alaska o del Canada, Maori della Nuova Zelanda, Aborigeni australiani e altri ancora. Come ha sottolineato l’autore principale della ricerca nonché presidente del Dipartimento Salute dei Nativi hawaiani presso l’Università delle Hawaii di Manoa (Honolulu), il prof. Joseph Keawe’aimoku Kaholokula:

Vanno bene pure ‘attività culturali simili’, ma proprie di altre popolazioni. In particolare se includono un’attività fisica conforme alle linee guida, e attività sociali che coinvolgono le persone e le stimolano ad adottare modifiche comportamentali salutari potrebbero essere usate come alleate nella terapia.

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