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Guerra in Siria: carne di cane e gatto autorizzata dagli Imam

Guerra in Siria: carne di cane e gatto autorizzata dagli Imam

Le condizioni della popolazione siriana sono allo stremo e così gli Imam autorizzano il consumo di carne di cani e gatti uccisi dai bombardamenti.

La drammatica situazione della guerra in Siria, un conflitto che si protrae da oltre due anni, ha convinto alcuni Imam ad autorizzare il consumo di carne di gatto e di cane. Una necessità per la popolazione allo stremo delle forze e ben sotto i limiti della povertà, una decisione non però condivisa da una piccola parte del popolo dei social network.

Solitamente considerate carni impure per l’Islam, e quindi non consumabili dalle popolazioni locali, alcuni Imam hanno deciso di emettere una fatwa per permettere ai cittadini stremati di ricorre a cani, gatti e altri animali morti per le conseguenze dei bombardamenti. Una situazione d’urgenza, che pare non possa essere affrontata in altro modo: le risorse prime scarseggiano, i campi coltivati sono quasi del tutto distrutti, i rifornimenti non arrivano nei centri più popolati, tantomeno nei più colpiti dalla guerriglia.

A dare il via al ricorso degli animali di compagnia per ragioni di sopravvivenza è stato un religioso di Homs nel 2012, il quale ha permesso ai fedeli di cibarsi di cani, gatti e asini. È stato seguito quindi dall’Imam di Yarmouk, un campo profughi palestinese vicino a Damasco, il quale ha deciso di fare lo stesso.

La fatwa è stata ribadita anche durante un messaggio televisivo da parte di un Imam di Damasco sulle frequenze di al-Arabiya, comunicato accolto poi da tanti altri religiosi musulmani:

Come può il mondo dormire con lo stomaco pieno mentre c’è gente che muore di fame? […] Non avete sentito le fatwa nelle nostre strade e nelle nostre moschee che permettono alla gente di mangiare cani, gatti e altri animali che sono stati uccisi dalle bombe? State aspettando forse che cominciamo a mangiare la carne dei nostri martiri e degli altri morti? Avete dimenticato i vostri fratelli e sorelle che a Damasco patiscono la fame?

Sui social network, e su Twitter in particolare, sono apparsi dei commenti al fulmicotone da parte di alcuni sostenitori degli animali, sebbene gli interventi di questo tipo siano numericamente molto contenuti. Si sottolinea, tuttavia, come la fatwa preveda il consumo di animali da compagnia già deceduti per gli effetti della guerra e come la decisione degli Imam rispecchi semplicemente una situazione di urgenza, di vera e propria tragedia umanitaria. Normalmente l’Islam non permette l’alimentazione a base di cane e gatto.

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