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Groenlandia: cani minacciati dallo scioglimento dei ghiacchiai

Groenlandia: cani minacciati dallo scioglimento dei ghiacchiai

Fonte immagine: Kenpixl via iStock

I cani in Groenlandia rischiano di scomparire a causa dei cambiamenti climatici: non solo come esemplari da traino, ma anche da compagnia.

I cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature stanno sempre più minacciando la sopravvivenza della Groenlandia. Questo grande territorio, appartenente alla Danimarca, sta perdendo rapidamente i suoi ghiacciai, questi ultimi presenti sull’85% della sua superficie. Le conseguenze nel lungo periodo rischiano di essere drammatiche – enormi quantità di ghiaccio si scioglieranno nell’oceano, innalzandone pericolosamente il livello in tutto l’Artico – ma si assiste già ai primi effetti nel breve. I cani da slitta, infatti, rischiano di non sopravvivere al nuovo clima.

I quadrupedi in questione appartengono alla razza del cane della Groenlandia: si tratta di esemplari simili all’Husky, dalla potenza fisica e dalla resistenza decisamente sviluppata, che sa secoli accompagnano la popolazione Inuit nelle loro necessità. Sebbene sull’opportunità di impiegare cani da slitta si sia discusso a lungo negli ultimi anni – tra sostenitori e detrattori di questa pratica, poiché si teme possa essere troppo gravosa per i quadrupedi – per dei popoli così remoti e isolati rimarrebbero una delle poche alternative per gli spostamenti e la ricerca di cibo.

Così come spiega RaiNews, questi cani trascorrono i mesi più caldi nelle case dei loro proprietari, in attesa del ritorno della stagione fredda. Durante l’inverno, nel pieno della stagione di caccia, si prodigano invece per individuare le prede e per il trasporto delle persone. Delle presenze fondamentali, tanto da essere considerate dei veri e propri figli per le popolazioni del luogo, il cui destino sembra essere però segnato. Il progressivo scioglimento dei ghiacci, e degli inverni dalle temperature meno rigide, rendono sempre più complessi gli spostamenti in slitta, tanto che spesso i cani si trovano a dover muoversi su fondi non più compatti ma acquosi, senza poter approfittare della corretta aderenza al terreno. Nel mese di febbraio, quando le temperature dovrebbero toccare il loro minimo e raggiungere i -35 gradi, il ghiaccio è ormai sottile. Mentre a maggio è quasi già del tutto sciolto, quando soli pochi anni fa una simile evenienza non capitava prima di luglio inoltrato. Ciò rappresenta un pericolo sia per le persone che per i cani, impossibilitati ad attraversare lastre che potrebbero inghiottirli da un momento all’altro, e rende le poche fonti di sussistenza praticamente irraggiungibili.

Kanuk Abelsen, un residente locale, accudisce ben 22 quadrupedi. Negli ultimi tempi, tuttavia, ha notato in modo sempre più frequente gli effetti dei cambiamenti climatici:

Prima potevamo uscire con la slitta per quattro o cinque mesi inverno, ora la stagione dura solo tre mesi. Noi non abbiamo campi da calcio o piscine, ma possiamo avventurarci nella natura. Se smettessimo di usare i cani, perderemmo un elemento importante della nostra cultura.

Proprio perché sempre meno necessari, i cani della Groenlandia rischiano di sparire. Dai 25.000 presenti nel 2002 si è arrivati ai 15.000 del 2016, un fatto che potrebbe portare nei prossimi anni alla scomparsa. Gli stessi residenti e i cacciatori locali sostengono di essere pronti anche a ridiscutere l’impiego di quadrupedi in lavori gravosi, per rispondere alle critiche internazionali sul ricorso alle slitte, tuttavia senza ghiaccio non vi sarà futuro per questi animali, nemmeno come semplici esemplari da compagnia.

Fonte: RaiNews

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