Greenpeace spiata dai nuclearisti, due gli arresti in Francia

Greenpeace spiata dai nuclearisti, due gli arresti in Francia

Spie dell'EDF dentro Greenpeace. Due arresti e multe salatissime testimoniano il tentativo fallito dei pro-nuclearisti di spiare l'associazione ambientalista

Le spy story non vanno mai fuori moda. A volte però gli 007 reali si fanno beccare con le mani nel sacco, provocando non pochi grattacapi ed imbarazzi a chi li aveva incaricati. Se poi le spie sono private, all’imbarazzo si uniscono pesanti risvolti penali.

I fatti sono molto semplici: un’azienda energetica legata a doppio filo con lo sviluppo delle tecnologie nucleari, la francese EDF, avrebbe pagato degli impiegati per spiare le attività anti-nucleariste di Greenpeace. L’obiettivo sarebbe stato riuscire a scavalcare le forme di disobbedienza civile organizzate dall’associazione ambientalista, riuscendo a costruire nuove centrali nel Regno Unito.

Le attività di spionaggio sarebbero avvenute in terra francese. Ora il tribunale di Nanterre (Parigi) ha fatto valere la legge sopra questa discutibile iniziativa: 2 arresti, 1,5 milioni di euro di multa, 500 mila euro di danni per Greenpeace.

Una brutta storia che dimostra come le lobby del nucleare siano spesso disposte a giocare sporco – anche ben al di là dei confini legali – pur di accaparrarsi nuovi appalti o costruire nuove centrali atomiche. Per una volta i loro desideri si sono infranti e, se tutto verrà confermato, i reati commessi non resteranno impuniti.

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