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Pesticidi tossici nelle erbe tradizionali cinesi, denuncia di Greenpeace

Pesticidi tossici nelle erbe tradizionali cinesi, denuncia di Greenpeace

Pesticidi dannosi per la salute nei prodotti della medicina tradizionale cinese, da Greenpeace rapporto sui possibili pericoli.

Alti livelli di pesticidi nei prodotti impiegati nella medicina tradizionale cinese. Questa la denuncia di Greenpeace nel rapporto “Erbe cinesi: elisir di salute o cocktail di pesticidi?”, pubblicato oggi dall’associazione e riguardanti le merci vendute non soltanto in Italia, ma anche in altri Paesi europei e nel Nord America.

Greenpeace lancia quindi l’allarme su alcuni dei prodotti provenienti dalla Cina, che in alcuni casi sostiene si trasformino in vere e proprie minacce per la salute. Il livello di pesticidi riscontrato supererebbe in un certo numero di campioni anche i Limiti Massimi di Residui (LMR). Come riferisce Federica Ferrario, responsabile campagna Agricoltura Sostenibile di Greenpeace:

Chiediamo alle autorità europee controlli e sistemi di monitoraggio più severi per escludere la presenza di residui di antiparassitari nei prodotti alimentari. Le aziende, inoltre, devono adottare sistemi di verifica efficaci per gli alimenti importati, distribuiti o venduti direttamente ai consumatori. Così facendo potremo sia fare acquisti senza temere di portare un cocktail di pesticidi sulle nostre tavole, che iniziare a invertire il trend in crescita dell’utilizzo di antiparassitari in agricoltura.

I rischi derivati dall’esposizione a lungo termine di queste sostanze chimiche possono essere diversi secondo Greenpeace, dai disturbi cognitivi alle disfunzioni ormonali e del sistema riproduttivo. Danni per l’uomo che potrebbero quindi non arrivare solo in maniera indiretta con la rapida diminuzione delle api e degli altri insetti impollinatori, ma anche in via diretta con l’assunzione di prodotti contaminati.

I numeri delle analisi sono preoccupanti: in Italia in appena tre campioni esaminati è stata rinvenuta una presenza di ben 23 differenti residui tossici. Quello che torna a chiedere Greenpeace è una maggiore incentivazione di tecniche agricole ecologiche e sostenibili, prive di pesticidi chimici nocivi per la salute e l’ambiente. Conclude Federica Ferrario:

Invece di aspettare che le api spariscano per sempre o che la contaminazione da sostanze chimiche coinvolga altri prodotti alimentari, l’Italia e gli altri Paesi europei dovrebbero agire subito per agevolare la transizione verso un’agricoltura sostenibile.

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