Greenpeace: Intesa Sanpaolo tagli finanziamenti alle fossili

Greenpeace: Intesa Sanpaolo tagli finanziamenti alle fossili

Fonte immagine: Greenpeace

Attivisti Greenpeace in azione a Milano per chiedere a Intesa Sanpaolo di tagliare i fondi al settore delle fonti fossili.

Greenpeace in azione a Milano per chiedere a Intesa Sanpaolo di interrompere i finanziamenti alle fonti fossili. Nel mirino i fondi destinati dall’istituto bancario alla multinazionale indiana Adani, ritenuta dall’associazione tra le aziende più inquinanti al mondo e capo del progetto “Carmichael” per lo sfruttamento del giacimento minerario Galilee in Australia.

Gli attivisti Greenpeace hanno esposto degli striscioni riportanti la scritta “Basta soldi al carbone – L’Australia brucia”, a sottolineare la potenziale minaccia rappresentata dal progetto Carmichael in relazione ai cambiamenti climatici. L’associazione ha ricordato non soltanto gli incendi, ma anche i sempre più frequenti eventi meteo estremi che stanno colpendo l’Australia.

Malgrado diverse banche abbiano escluso un coinvolgimento diretto nel progetto, prosegue l’associazione, molte delle principali 40 al mondo continuano a finanziare la Adani. Inclusa Intesa Sanpaolo (stanziati con due prestiti circa 78 milioni di euro). Al contrario Crédit Agricole ha tagliato i fondi alle fonti fossili, Adani compresa. Ha concluso Luca Iacoboni, responsabile campagna energia e clima di Greenpeace Italia:

In un periodo così delicato, gli investimenti degli istituti finanziari giocano un ruolo fondamentale nell’accelerare o contrastare la crisi climatica, e Intesa Sanpaolo al momento si trova decisamente dalla parte sbagliata della barricata. L’istituto finanziario italiano dichiara investimenti nelle fonti verdi, ma al contempo continua a finanziare carbone, gas e petrolio, primi colpevoli dell’attuale crisi climatica. Chiediamo al gruppo torinese di chiudere con quelle aziende, come Adani, che stanno mettendo a rischio il nostro stesso Pianeta.

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