Gorilla: ucciso Rafiki, il simbolo dell’Uganda

Gorilla: ucciso Rafiki, il simbolo dell’Uganda

Fonte immagine: Pexels

Ucciso il gorilla Rafiki, animale simbolo dell'Uganda: ora si rischia che la popolazione locale di primati si disgreghi per mancanza del suo leader.

Ucciso Rafiki, uno dei gorilla simbolo dell’Uganda. È quanto rendono noto le autorità del Bwindi Impenetrable National Park, dove da tempo questi primati hanno trovato casa. Quattro persone sono state sottoposte ad arresto poiché sospettate di essere responsabili del vile gesto: gli imputati rimangono ora in attesa del processo.

Rafiki era uno dei gorilla più noti e amati del parco. Maschio dominante di circa 17 anni, era divenuto una piccola celebrità locale. Dall’indole pacifica e curiosa, questo esemplare non disdegnava il contatto con gli umani, avvicinandosi ai turisti. Non a caso, così come specifica l’Independent, il suo nome in swahili significa proprio “amico”.

Dal primo giugno del gorilla non si hanno avuto più notizie, finché il corpo non è stato rinvenuto ormai senza vita pochi giorni dopo. L’autopsia ha rivelato danni irreparabili ai suoi organi interni, dovuti a un oggetto appuntito, forse un coltello.

Gli arresti

Le autorità hanno arrestato quattro sospetti, uno dei quali ha ammesso di aver colpito Rafiki con una lancia. L’uomo ha dichiarato di essersi addentrato nella foresta per cacciare piccoli animali, quando all’improvviso sarebbe stato attaccato dal gorilla. Su questa ricostruzione stanno indagando le autorità, proprio poiché appare remota la possibilità che il primate possa essere passato all’attacco, dato il suo atteggiamento amichevole con l’uomo.

L’Uganda Wildlife Authority, per voce di Bashir Hangi, ha condannato il gesto:

La morte di Rafiki lascia instabile il gruppo di gorilla, vi è la possibilità possa disintegrarsi. Non vi è al momento una leadership e potrebbe essere preso di sopravvento da un gorilla completamente selvatico.

Se ciò dovesse accadere, la comunità di gorilla si allontanerebbe sempre di più dall’uomo, con il rischio di non poter approfittare dell’aumentata protezione della riserva in cui al momento vive.

Fonte: Guardian

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