Glifosato, Monsanto pagava studi per evitarne la messa al bando

Glifosato, Monsanto pagava studi per evitarne la messa al bando

Diversi studi in difesa del glifosato sarebbero stati pagati dalla Monsanto, a rivelarlo un'indagine condotta da un'associazione tedesca.

La Monsanto avrebbe finanziato alcuni degli studi che hanno impedito la messa al bando UE del glifosato. Secondo una recente indagine il gigante della chimica avrebbe pagato gli istituti di ricerca affinché conducessero delle ricerche sul pesticida. Lavori che hanno affermato la “necessità” dell’utilizzo del loro prodotto, pena “gravi ripercussioni per l’agricoltura e l’ambiente”, e che si sono rivelati decisivi per consentire alle lobby di evitare la procedura di stop da parte dell’Unione Europea.

Malgrado gli autori degli studi sui pesticidi abbiano affermato che la fonte del finanziamento (inserita nei report soltanto dopo che è stata portata alla luce dalla recente indagine) non ha influenzato il loro lavoro, la stessa Bayer (che acquistato Monsanto nel 2018) ha dichiarato che la scarsa trasparenza mostrata dagli autori riguardo i finanziatori delle ricerche ha violato le proprie politiche di trasparenza.

Nel mirino dell’indagine alcune ricerche, dietro le quali si celerebbe il coinvolgimento di Monsanto, che hanno permesso di evitare la messa al bando del glifosato. Lavori presentati tra il 2010 e il 2014 dall’ADAS (una società di consulenza agricola e ambientale UK). Nelle conclusioni è stato indicato tra l’altro che:

La perdita del glifosato causerebbe impatti molto gravi sull’agricoltura UK e sull’ambiente.

A condurre l’indagine che sostiene il coinvolgimento di Monsanto negli studi pro-glifosato è stata la LobbyControl, gruppo che conduce campagne per la trasparenza dei grandi gruppi aziendali. Ha dichiarato uno dei suoi membri, Ulrich Müller:

Questa forma di opacità da parte delle lobby è inaccettabile. I cittadini, i media e i politici dovrebbero sapere chi paga per studi o temi di pubblico interesse. Gli studi hanno utilizzato cifre anche elevate per dimostrare i benefici del glifosato e per evitare possibili perdite in caso di messa al bando. Queste cifre estreme sono state utilizzate per orientare il dibattito.

Fonte: The Guardian

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