Glifosato: Germania decisiva su proroga UE, ora vuole divieto interno

Glifosato: Germania decisiva su proroga UE, ora vuole divieto interno

Fonte immagine: wuzefe

La Germania è stata decisiva nel voto dell'Unione Europea per il sì al glifosato: adesso molti partiti tedeschi vorrebbero vietarlo a livello nazionale.

Continua a destare polemiche la questione del glifosato, il noto pesticida che viene considerato come probabile cancerogeno dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (che fa parte dell’OMS). Sul divieto di questa sostanza esistono molte contraddizioni, fra le quali si distingue l’atteggiamento della Germania.

Proprio il voto di quest’ultima in ambito europeo si è rivelato decisivo per consentire di continuare ad usare il pesticida. La Germania sarebbe “colpevole” di un vero e proprio voltafaccia. Il 27 novembre, quando si è votato in seno all’Unione Europea, il Governo tedesco ha preferito abbandonare l’alleanza con l’Italia e la Francia schierandosi con il sì.

Di conseguenza la Germania si è espressa in maniera positiva per rinnovare la licenza per altri 5 anni del glifosato in Europa. A ottobre la Germania si era astenuta sulla questione. Adesso sembrerebbe invece prevalere una situazione di incertezza. Da un lato ha detto sì al glifosato all’interno dell’Unione Europea, ma dall’altro alcuni partiti come il CSU, lo schieramento politico della cancelliera Merkel, spingono verso il divieto all’uso privato e la SPD e i Verdi vorrebbero vietarlo completamente a livello nazionale.

Secondo alcuni esperti rappresentanti dei Verdi, vietarlo soltanto a livello privato non porterebbe a nessuna conclusione utile, perché significa incidere soltanto sotto forma di una piccola riduzione. Per questo ritengono che ci vorrebbe una messa al bando anche per gli usi agricoli.

La Merkel, in tutta questa situazione, si trova ad un passo dal bivio. Da quanto è emerso il Ministro dell’Agricoltura Christian Schmidt ha deciso di votare a favore della licenza senza l’appoggio del Ministero dell’Ambiente. La Merkel stessa avrebbe rimproverato al Ministro di aver agito senza tenere conto di altri pareri. Cosa ne penseranno i consumatori di questo atteggiamento ambiguo?

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