Giraffe: svelata l’origine delle macchie

Giraffe: svelata l’origine delle macchie

Fonte immagine: Pixabay

Svelata l'origine delle macchie delle giraffe: vengono ereditate della madre e hanno un'utilità anche per la sopravvivenza dei cuccioli.

Le giraffe ereditano la disposizione delle loro macchie dalle madri e, fatto questo non da poco, la dimensione e l’orientamento delle stesse può influire sulle loro capacità di sopravvivenza. È quanto emerge da un recente studio, pubblicato su Peerj, relativo alla caratteristica distintiva di questi altissimi animali africani.

Le macchie delle giraffe, come noto da tempo, presentano due funzioni principali: la prima è quella di aiutare a regolare la temperatura del corpo, in un habitat solitamente molto afoso, la seconda è quella di segnalare agli animali la propria appartenenza alla specie. Per lungo tempo, tuttavia, gli esperti si sono interrogati se la disposizione di queste macchie potesse essere casuale o, ancora, di origine genetica.

Derek Lee, biologo della Penn State University e scienziato per il Wild Nature Institute di Concord, ha deciso di costruire un team di ricerca per rispondere al quesito. Per cinque anni, dal 2012 al 2016, il gruppo ha osservato e fotografato diverse giraffe in Tanzania, seguendo principalmente 31 madri accompagnate dai loro cuccioli. È quindi stato possibile elaborare 11 famiglie di tratti estetici differenti delle macchie, tra cui dimensione, forma, estensione, colore e molte altre. È poi apparso evidente come madri e cuccioli condividano delle macchie molto simili, se non proprio sovrapponibili, segnale inconfutabile della trasmissibilità genetica di questa caratteristica.

Non è però tutto, poiché le macchie potrebbero influire anche sulle possibilità di sopravvivenza degli esemplari. Dopo aver analizzato 258 cuccioli, infatti, i ricercatori hanno scoperto come le giraffe dalle macchie più larghe e irregolari abbiano maggiori chances di sopravvivere entro il primo anno di vita. Al momento, però, le ragioni di questa ipotesi non appaiono ancora del tutto chiare: non si esclude che la maggiore dimensione possa essere collegata ad altri fattori genetici, che permettono un migliore adattamento all’ambiente circostante.

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