Giovanardi attacca animalisti e vegetariani: un danno per l’economia

Giovanardi attacca animalisti e vegetariani: un danno per l’economia

Carlo Giovanardi contro gli animalisti, rei di aver messo in crisi il Made In Italy sollevando le ire dei clienti verso pellicce e carni.

Carlo Giovanardi, noto esponente del PDL, si è reso protagonista di una nuova polemica. E questa volta non riguarda la comunità gay – si ricordi come la scorsa settimana il politico abbia affermato come un bacio omosessuale sia al pari di orinare in pubblico – bensì gli animalisti. Secondo Giovanardi, infatti, chi difende gli animali fa male al Made In Italy.

Il politico, che negli ultimi mesi ha rischiato una vera e propria crisi diplomatica con il colosso dell’arredamento Ikea, avrebbe infatti affermato come animalisti, vegetariani e vegani siano un vero danno all’economia del paese, con le loro campagne che andrebbero a detrimento del settore zootecnico.

L’occasione per l’ennesima dichiarazione è stato un convegno alla Camera dei Deputati dal nome singolare: “Viene prima l’uovo o la gallina?”. L’intervento, che ha visto il plauso del mondo religioso con l’esponente Monsignor Mauro Cozzoli e del mondo industriale con Federalimentare e Assocarni, si è incentrato sulla necessità di rinverdire il settore di pelli, pellicce e altri prodotti animali per affrontare la crisi economica. Così si è espresso Giovanardi:

Il vero problema è rilanciare e potenziare le nostre eccellenze, ma il settore zootecnico rischia di andare in crisi per una martellante campagna animalista che contesta alla radice, ad esempio, la possibilità di utilizzare le pelli di animali per il Made In Italy. Di qui l’aggressione agli allevamenti, la presentazione di un ddl al Senato per proibire in Italia l’allevamento di animali da pelliccia e altre iniziative.

A fargli eco le associazioni poc’anzi citate, che si sono dette preoccupate per i danni all’industria provocati dalle campagne per la salvaguardia degli animali e per l’eliminazione dell’inutile sfruttamento, come quello da pelliccia:

Il comparto zootecnico nazionale produce oltre 40 miliardi di euro di fatturato e comprende oltre 320.000 allevamenti che, ogni giorno, forniscono prodotti di assoluta qualità e sicurezza. La produzione della carne avviene infatti nel più rigido rispetto del benessere animale e i produttori sono i primi a farlo. Chi non diffonde queste verità è legato a una strumentalità dei comportamenti che speriamo cessi al più presto.

Appare forse azzardato, tuttavia, affermare che il calo del comparto produttivo animale – soprattutto sul versante carni – derivi davvero dalle campagne animaliste. Sembra che Giovanardi e i produttori si siano dimenticati dello stato di crisi economica in cui versa l’Italia, una crisi che ha coinvolto tutti i settori, non solo quello alimentare. Più che per consapevolezza verso gli animali o un’ondata vegetariana, la diminuzione dell’acquisto di carni è contingente allo svuotamento dei portafogli dei cittadini. Discorso diverso quello delle pellicce, dove effettivamente il pubblico si è rivelato molto sensibile. E con esso la moda, che da qualche tempo ha bollato la pelliccia – ad esclusione di quella sintetica – come tutto fuorché fashion. La domanda sorge quindi spontanea: è colpa degli animalisti il fallimento delle pelliccerie o, semplicemente, l’industria non è stata capace di adattarsi ai gusti mutevoli dei consumatori?

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