Giornata Internazionale Foreste: colture soia minacciano Sud America

Giornata Internazionale Foreste: colture soia minacciano Sud America

In occasione della Giornata Mondiale delle Foreste 2019 Greenpeace ricorda i crescenti rischi per il Sud America legati alla deforestazione.

Il 21 marzo 2019 si celebra la Giornata Internazionale delle Foreste. Gli attivisti Greenpeace in questa occasione sono tornati a sottolineare i mille pericoli che il verde mondiale corre ogni giorno. L’associazione ha ricordato soprattutto che “Ogni 3 secondi nel mondo scompare un’area di foresta grande quanto un campo da calcio e circa l’80 per cento dei polmoni verde del Pianeta sono già stati degradati o distrutti”.

A minacciare le foreste è soprattutto la spinta verso la creazione di terreni agricoli, buona parte dei quali, prosegue Greenpeace, occupati da colture “destinate alla mangimistica” come ad esempio la soia. Altro motivo alla base della deforestazione globale anche la creazione di pascoli per gli animali destinati al macello. In molti casi violando i diritti umani, sia dei lavoratori locali che delle popolazioni indigene e delle comunità locali (che da tali foreste dipendono per la loro sussistenza). Come ha sottolineato Martina Borghi, Campagna Foreste – Greenpeace Italia:

Con circa 33 milioni di tonnellate di importazioni di soia all’anno, l’Unione europea è il secondo maggiore importatore al mondo. L’83 per cento della soia che arriva nell’Unione Europea viene utilizzata per l’alimentazione di animali da allevamento: i polli da carne e le galline ovaiole sono i principali consumatori di soia nell’UE, seguiti dai suini, dalle vacche da latte e dai bovini.

Greenpeace collabora al lancio del film “Chaco“, di Daniele Incalcaterra e Fausta Quattrini, e ha scelto proprio la Giornata Internazionale delle Foreste per l’uscita della pellicola. Il lungometraggio verrà proiettato oggi, in prima assoluta per l’Italia, presso il Nuovo Cinema Aquila a Roma. Il protagonista si trova ad affrontare diversi ostacoli nel tentativo di salvare una porzione della foresta del Gran Chaco, la seconda più estesa del Sud America.

Come sottolinea Greenpeace le vicissitudini affrontate dal protagonista testimoniano quel che accade in varie regioni dell’America Latina, tra i quali l’Amazzonia (la più grande foresta pluviale tropicale del Pianeta), il Cerrado brasiliano (la savana più ricca di biodiversità) e appunto il Gran Chaco, soggetti a una sempre più imponente deforestazione in favore di monoculture di soia e allevamenti bovini. Ha concluso Borghi:

La Commissione Europea ha riconosciuto che l’Europa deve fare molto di più per proteggere le foreste del mondo. Dovrebbe iniziare proponendo una legislazione per garantire che il cibo che mangiamo e i prodotti che utilizziamo non distruggano le foreste e non vengano prodotti a discapito dei diritti delle popolazioni indigene e delle comunità tradizionali. Inoltre, sono necessarie proposte politiche concrete per contribuire a ridurre la produzione e il consumo eccessivo di carne e prodotti lattiero-caseari in Europa.

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