GIFI: con il Quinto Conto Energia il Governo difende le fossili

GIFI: con il Quinto Conto Energia il Governo difende le fossili

GIFI, APER e Assosolare parlano chiaro: con Quinto Conto Energia e decreto rinnovabili il Governo tenta di difendere i combustibili fossili.

Le associazioni delle rinnovabili hanno perso la pazienza: GIFI, APER e Assosolare in una nota congiunta scoprono le carte e con una nota congiunta rispondono alle ultime indiscrezioni riguardanti i testi del Quinto Conto Energia e del decreto rinnovabili elettriche. Scrivono le associazioni:

Molto gravi, se fossero confermate, sono le indiscrezioni di queste ore, provenienti per altro da fonti autorevoli, circa il mancato accoglimento, da parte del Governo, delle modifiche “imprescindibili” richieste dalle Regioni in materia di fotovoltaico. Si tratterebbe dell’ennesima posizione ideologica sulla quale si “arrocca” il Ministero dello Sviluppo Economico per il quale, a questo punto è d’obbligo dirlo, le uniche fonti energetiche “plausibili” sono quelle fossili

Le tre associazioni solari si riferiscono alla ormai nota concorrenza che il fotovoltaico sta facendo agli impianti termoelettrici a gas e carbone. Con questi ultimi messi in alcuni casi in vera e propria crisi. La conferma arriva dalle stesse parole di GIFI, APER e Assosolare:

Non vorremmo che quest’irrigidimento fosse figlio della crisi delle energie fossili, che si vogliono mantenere artificialmente in vita, impedendo lo sviluppo delle fonti rinnovabili

Secondo l’industria delle rinnovabili, invece, le energie verdi dovrebbero essere valutate non solo in termini di costi annui degli incentivi. Ci vuole una valutazione complessiva, che tenga conto anche della riduzione della dipendenza dall’estero per le importazioni dei combustibili fossili e della conseguente stabilizzazione del prezzo dell’energia elettrica. Il sole, infatti, costa sempre uguale: zero.

Continuano le associazioni, preoccupate per il comportamento del ministro dello Sviluppo economico Corrado Passera:

Il fatto che non si voglia dar seguito alle legittime richieste delle Regioni, se non per alcuni aspetti marginali, significa non voler tener conto dell’economia reale e di ciò che i territori esprimono. Il mancato innalzamento del tetto per i piccoli impianti fotovoltaici fuori registro, per esempio, non consente un adeguato sviluppo di impianti medio piccoli destinati all’autoconsumo nelle Pmi.

Analogamente sia il mancato innalzamento della soglia massima di spesa annua per gli incentivi a 7 miliardi di euro che il mancato spostamento a ottobre dell’entrata in vigore del V Conto Energia comporterà da un lato un prematuro termine degli incentivi stessi prima che venga raggiunta l’effettiva competitività del fotovoltaico e dall’altro creerà dei danni irreparabili a chi sta legittimamente realizzando gli impianti in questi giorni

Per questo motivo il risultato minimo soddisfacente per APER, GIFI e Assosolare sarebbe quello di rispettare almeno le richieste sul Quinto Conto Energia e sul decreto rinnovabili elettriche emerse nel corso dell’ultima Conferenza unificata.

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