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Giappone senza nucleare: dopo Fukushima chiude l’ultimo reattore

Giappone senza nucleare: dopo Fukushima chiude l’ultimo reattore

Sabato verrà chiuso l'ultimo reattore giapponese. Greenpeace chiede che la chiusura non sia solo momentanea ma resti stabile nel tempo.

Non succedeva dal 1970, 42 anni fa, che il Giappone restasse senza neanche una centrale nucleare in funzione. Se un anno e mezzo fa avessimo provato a immaginare la Terra del Sol Levante senza centrali, ovvero avessimo pensato alle conseguenze di una chiusura abbastanza repentina di 54 reattori avremmo predetto tempi duri per il Giappone.

Il terremoto e il successivo tsunami un anno fa non hanno solo seminato morte e distruzione, ma anche messo in ginocchio un’industria fiorente come il nucleare nipponico. Eppure, a poche ore dallo spegnimento dell’ultimo reattore (dovrebbe avvenire domani), possiamo constatare che il Giappone ha trovato come reagire e come fare a meno, almeno per ora, dell’atomo.

Ovviamente, Greenpeace non si è lasciata scappare la possibilità di sottolineare quanto sta accadendo con un comunicato stampa:

Anche se tutti i reattori sono spenti, in Giappone non ci sono problemi di produzione elettrica. Il picco di domanda estivo può essere gestito aumentando l’efficienza e con un’oculata gestione della produzione e del risparmio energetico. Il disastro di Fukushima ha dimostrato che i reattori nucleari giapponesi, e le istituzioni che li gestiscono non sarebbero in grado di sopportare un altro grosso terremoto, che gli esperti ci predicono per i prossimi anni. Semplicemente, non vale la pena di correre questi rischi quando sappiamo con certezza che le alternative sono a portata di mano.

In altre parole, quello che chiedono da Greenpeace è di approfittare di quanto sta succedendo, per scommettere su un futuro senza atomo anche in Giappone:

Greenpeace chiede al Governo giapponese di cogliere l’opportunità di un Paese denuclearizzato per ascoltare finalmente i suoi stessi esperti e il popolo giapponese che chiede di tenere spenti i reattori e di concentrare ogni sforzo per aumentare l’efficienza energetica e l’uso delle energie rinnovabili.

Ora starà al governo dare risposte in questo senso.

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