Giappone: gatti sterilizzati per salvare i conigli

Giappone: gatti sterilizzati per salvare i conigli

Fonte immagine: Pixabay

Il Giappone opta per la sterilizzazione di oltre 3000 gatti randagi, poiché starebbero minacciando una popolazione di rari conigli autoctoni.

Non sono solo degli animali fra i più amati, ma anche una vera e propria minaccia per alcune specie selvatiche. I gatti, soprattutto se randagi, possono infatti decimare le popolazioni di volatili e piccoli roditori, determinando un danno per la biodiversità. La questione è già stata sollevata in Australia, dove un piano di soppressione di oltre 2 milioni di esemplari ha generato fitte polemiche. In Giappone, invece, si procederà alla sterilizzazione, su una scala però più ridotta.

Il tutto accade nella prefettura di di Kagoshima, un luogo famoso in tutto il mondo poiché abitato da migliaia di conigli. Questi simpatici esemplari, tuttavia, da tempo sono oggetto di attacchi e di uccisioni da parte dei gatti randagi, felini che potrebbero limitarne la normale popolazione. Per questo, tre municipalità del luogo hanno deciso di arginare il fenomeno, attraverso una campagna di sterilizzazione che coinvolgerà 3.000 quadrupedi.

In particolare, vi sono molte preoccupazioni per i conigli Amami, tipici dell’isola di Tokunoshima, ormai rimasti in soli 200 esemplari, pronti a convivere con una popolazione di 23.000 umani. I felini, tuttavia, starebbero minacciando la loro sopravvivenza. Così ha spiegato Harutaka Watanabe, ministro locale per la Conservazione dell’Ambiente:

I gatti domestici hanno un istinto da cacciatori e lo mettono in pratica quando diventano randagi. Non vi sono altri animali carnivori sull’isola, di conseguenza i conigli autoctoni non sono sufficientemente vigili e reattivi.

La soppressione dei gatti non è stata considerata una via perseguibile, poiché l’isola si è di recente candidata a Patrimonio Naturale Mondiale, di conseguenza l’uccisione dei felini potrebbe escludere questo percorso di riconoscimento. Si è quindi pensato alla sterilizzazione, pratica meno immediata poiché comporta la cattura e la chirurgia sui gatti randagi, ma maggiormente efficiente nel lungo periodo. L’operazione, che prevederà la cattura sia di mici ex domestici che di esemplari selvatici sulle montagne, vedrà il coinvolgimento di tre municipalità, le quali hanno già preparato degli appositi rifugi veterinari dove i gatti saranno seguiti prima e dopo l’intervento, quindi nuovamente immessi in natura. Negli anni, sarebbero già 2.220 i quadrupedi sterilizzati, un fatto che avrebbe già riportato a una crescita del numero di conigli Amami.

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