Ghiacci artici: scioglimento record a luglio

Ghiacci artici: scioglimento record a luglio

Fonte immagine: Pixabay

I ghiacci artici hanno raggiunto il record negativo di scioglimento nel mese di giugno: è quanto conferma il progetto europeo Copernicus.

I ghiacci artici hanno raggiunto livelli di scioglimento record nel mese di luglio. È quanto spiega il progetto europeo Copernicus, voluto dall’Agenzia Spaziale Europa e dalla Commissione Europea. I livelli di ghiaccio attorno all’Artico sono ai minimi storici, così come non accadeva almeno dal 1979.

Dalle rilevazioni spaziali e via satellite condotte dall’agenzia Copernicus, è emerso come l’estensione dei ghiacci artici sia oggi del 27% inferiore rispetto alla media tra il 1981 e il 2020. Nel mese di luglio si è raggiunto il record negativo storico, con il superamento della precedente maglia nera raggiunta nel 2012.

In particolare, le analisi tramite satellite hanno confermato come nella Rotta del Mar del Nord – un’importante rotta commerciale mondiale – il ghiaccio sia pressoché del tutto scomparso. D’altronde, questa regione lungo la costa settentrionale della Russia ha registrato temperature record proprio nel mese di luglio, un aumento della colonnina di mercurio in alcuni casi anche sopra ai 20 gradi.

Ghiacci: un problema da 13 anni

Sebbene durante la stagione estiva nell’emisfero boreale sia normale registrare una riduzione dei ghiacci, proprio per l’aumento delle temperature, i dati raccolti a luglio hanno lasciato gli esperti senza parole. In linea generale, il ghiaccio comincia a sciogliersi a partire dalla fine della primavera, per poi tornare a formarsi tra settembre e ottobre, con la riduzione delle ore di luce e l’arrivo dei venti freddi. I processi di cambiamento climatico in corso, però, non permettono ai ghiacci artici di riformarsi con sufficiente rapidità: il risultato è la perdita di porzioni enormi di ghiaccio ogni anno e la formazione dei pericolosi iceberg. Negli ultimi 13 anni si sono continuamente registrati i livelli più bassi di sempre e il 2020, il quattordicesimo di questa finestra temporale, potrebbe diventare l’anno peggiore di sempre.

Gli effetti dei cambiamenti climatici non si registrano solo nell’Artico, ma anche a latitudini più basse. Proprio in questi giorni sono scomparse due importanti calotte in Canada, mentre sul Massiccio del Monte Bianco un ghiacciaio desta preoccupazione.

Fonte: Japan Times

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