Genova privatizza il trasporto pubblico, quarto giorno di sciopero

Genova privatizza il trasporto pubblico, quarto giorno di sciopero

Continua la protesta dei lavoratori AMT a Genova, contrari all'ipotesi di privatizzazione dell'azienda di trasporto pubblico avanzata dal sindaco Doria.

Quarto giorno di sciopero del trasporto pubblico a Genova contro la privatizzazione dell’azienda pubblica. Tre cortei hanno attraversato ieri il capoluogo ligure e un altro oggi ha preso il via alle 13 e al quale ha partecipato anche il leader del Movimento 5 Stelle e comico genovese Beppe Grillo.

Contro l’ipotesi del sindaco Marco Doria di privatizzare il sistema di trasporto pubblico di Genova si sono schierati i lavoratori AMT, in sciopero “selvaggio” fino a quando il primo cittadino non accetterà di sospendere il provvedimento.

Difende le sue scelte il primo cittadino genovese, motivandole con la sempre maggiore insostenibilità per i conti pubblici della gestione relativa al trasporto pubblico locale:

Nel 2013 il contributo del Comune (30 milioni di euro) e dei lavoratori Amt (8 milioni di euro) ha permesso di mantenere in equilibrio i conti di Amt. Il contributo dei lavoratori poteva essere riproposto anche nel 2014, i sindacati hanno detto no.

Nella serata di ieri si è quindi arrivati alla rottura delle trattative tra il sindaco Doria e i sindacati. Nel suo annuncio di ieri alle 18 il leader della protesta Antonio Gatto ha riferito:

Il Comune ha ribadito che non intende rispettare gli accordi sottoscritti. Ci chiedono ulteriori sacrifici che non siamo disposti a sopportare. Queste condizioni sono inaccettabili. La protesta continua e gli autobus non escono dai depositi.

Nel frattempo mobilità pubblica genovese paralizzata anche oggi, con la protesta che supera i confini genovesi e acquista col passare delle ore una valenza sempre più nazionale. Come sottolinea Danilo Caruso, della Filt/Cgil Roma-Lazio:

La questione di Genova è una questione nazionale. I lavoratori sono vittime come i cittadini.

Questione nazionale su cui ribatte anche Beppe Grillo, che vede nella protesta dei lavoratori AMT un punto di partenza per le future battaglie per l’energia e i servizi:

La vostra lotta è un segnale importante. È una battaglia epocale che deve partire da qui per estendersi a tutta Italia. Sarà una lotta all’ultimo sangue: ci giochiamo tutto da Genova. Le autostrade, il gas, trasporti, l’acqua, sono un bene pubblico e nessuno deve arrogarsi il diritto di venderli ai privati.

Il welfare deve essere difeso, il trasporto pubblico deve essere finanziato. Bisogna cambiare la mentalità come fa tutto il mondo, disincentivando il trasporto privato a favore del pubblico.

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