Gatto che ingurgita la corda: cosa fare

Gatto che ingurgita la corda: cosa fare

Fonte immagine: dvulikaia via iStock

Corda, spago e gomitolo per il gatto risultano particolarmente affascinanti, ma mordicchiarli potrebbe rivelarsi dannoso per la sua salute: ecco perché.

Un tenero gatto che gioca con un filo, oppure con un gomitolo, è un momento che riempie il cuore: nulla di più divertente e delicato, parte integrante dell’immaginario collettivo. Ma cosa c’è di vero in questo ritratto? Il gatto ama sicuramente giocare con filo e spago, ma la pratica non è priva di insidie e pericoli, perché potrebbe ingurgitare l’oggetto con esiti dannosi per la sua salute. Vediamo cosa accade se ingoia un filo, quali sono i sintomi più comuni e come intervenire.

Corde e stringhe

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Il gatto ama giocare e intrattenersi con tutto ciò che solletica la sua curiosità, ma potrebbe imbattersi in oggetti dannosi per la sua salute, in particolare se non viene monitorato accuratamente. Sostanze tossiche, liquidi pericolosi, oggetti, corpi estranei e corde, che possono finire nella sua bocca e nello stomaco.

Fili e spaghi possiedono un’attrattiva particolare che il gatto non riesce a ignorare, per questo è molto facile intercettarlo mentre si rotola con un filo o mordicchia uno spago. Nonostante il gomitolo rientri nell’immaginario collettivo in tandem con il gatto, ingurgitarlo accidentalmente è facile e pericoloso al contempo.

Sintomi più evidenti

Stringa, corda, filo, pezzi di stoffa, filamenti sottili di tessuto e molto altro: un insieme di elementi che il gatto adora ma che possono rivelarsi dannosi. Alcuni di questi potrebbero risultare agganciati ad altri oggetti, magari rigidi, che potrebbero favorire un’ostruzione, oppure annodarsi intorno alla lingua o trasformarsi in un bolo difficile da deglutire.

Se il gatto ha ingurgitato del filo è necessario captare i sintomi, compito non sempre facile, vista la difficoltà del felino a esternare un malessere. Tra i vari segnali possiamo individuare: la necessità di rigurgitare o deglutire con fatica perché in presenza di un blocco, nausea, vomito, colpi di tosse persistenti o tentativi di espettorare senza esito, difficoltà ad ingerire il cibo e mangiare, una condizione di abbattimento e depressione, presenza di fili fuori dall’ano. I campanelli d’allarme sono tanti e possono presentarsi separatamente per questo è necessario imparare a riconoscerli.

Come intervenire

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La tempestività è tutto: mai attendere qualche ora per intervenire o rimandare al giorno dopo, in caso di dubbio è bene condurre l’amico presso la clinica veterinaria più vicina anche se l’evento dovesse svolgersi durante le ore notturne, specialmente se pezzi di spago fuoriescono dalla bocca o dall’ano. Inoltre è meglio non tirarli, per non favorire lacerazioni interne.

Il medico effettuerà una serie di esami, se necessario una lastra oppure un’ecografia, utili a visualizzare la situazione per poi procedere in base all’esito. Si può procedere chirurgicamente, con l’endoscopia, oppure agevolando il regolare transito intestinale se l’elemento di disagio è piccolo. Il gatto dovrà trascorrere un periodo post-operatorio/intervento tranquillo, andrà monitorato e controllato attraverso nuove visite, in modo da verificare i progressi. Il micio potrà giocare con fili e gomitoli solo in presenza del proprietario o di un membro della famiglia.

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