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Gatto chiuso in una gabbia per uccellini: scatta il processo

Gatto chiuso in una gabbia per uccellini: scatta il processo

Fonte immagine: Pixabay

Un gatto costretto a vivere in una gabbia per uccellini: scatta il processo, lo rende noto Enpa che si è costituita parte civile.

Un gatto chiuso in una gabbia per gli uccellini, a volte legato a un guinzaglio all’esterno della propria abitazione. Sono queste le condizioni a cui un proprietario avrebbe costretto il suo felino, così come emerge da una segnalazione gestita dalle Guardie Zoofile dell’Enpa. E per il responsabile ora scatta il processo, così come riferito dal quotidiano La Stampa.

Il tutto sarebbe avvenuto in Toscana, con un processo avviato in quel di Prato, per l’accusa di maltrattamento di animali.

Gatto chiuso in gabbia: il caso

Secondo la ricostruzione fornita da Enpa e dai quotidiani nazionali, un gatto sarebbe stato rinchiuso all’interno di una gabbia per uccelli all’esterno della propria abitazione. Ancora, l’animale sarebbe stato a volte legato a un guinzaglio, quest’ultimo fissato a un armadio, sempre nella porzione esterna della casa.

Ricevuta una segnalazione, le Guardie Zoofile dell’Enpa hanno immediatamente verificato la situazione e, allertate le autorità, ne è nata un’indagine per maltrattamento di animali. Si è quindi giunti a processo per la medesima accusa, presso il Tribunale di Prato, con la stessa Enpa che si è costituita parte civile. L’Ente è rappresentato al processo dall’avvocato Claudia Ricci.

Il caso è stato commentato da Carla Rocchi, presidente nazionale di Enpa, nel sottolineare come il gatto sia stato costretto a vivere in completo isolamento:

Purtroppo casi limite come questo non sono poi così rari. Sicuramente sono associati spesso a situazioni di degrado e difficoltà sociale ma questo non giustifica in nessun modo che a farne le spese siano gli animali. Anche per questo è importantissimo segnalare sempre quando si viene a conoscenza di maltrattamenti o detenzioni incompatibili.

Secondo l’ordinamento italiano, il reato di maltrattamento di animali può essere punito con una sanzione da 5.000 a 30.000 euro o, ancora, con la pena detentiva da 3 a 18 mesi di carcere.

Fonte: La Stampa

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