Gatti, un parassita spinge le donne al suicidio?

Gatti, un parassita spinge le donne al suicidio?

Secondo una ricerca anglo-danese, il parassita felino Toxoplasma gondii aumenta il rischio di suicidio nelle donne: i casi accertati, però, sono esigui.

UPDATE IMPORTANTE: la redazione di Pets ha ricevuto numerose mail di protesta per questo articolo, ci teniamo quindi a fornire alcune precisazioni. Per prima cosa, la notizia non è una nostra invenzione, bensì uno studio pubblicato su Archives of General Psychiatry e riportato da NPR, così come già indicato – con tanto di link – all’interno dell’articolo. Riteniamo che, per quanto scioccante, si tratti di una notizia che debba essere fornita, per la correttezza dell’informazione che ci contraddistingue. Pets ovviamente NON SUPPORTA l’abbandono degli animali, così come già specificato in queste pagine (si legga l’ultimo paragrafo). Invitiamo tutti i lettori, prima di brandire l’ascia di guerra, a leggere a fondo l’articolo per scoprire come i gatti siano difesi, non accusati.

Uno studio certamente singolare proviene dalla Danimarca, dove è stato rinvenuto un collegamento tra il possesso di un gatto e l’aumento di suicidi fra le donne. A quanto pare un parassita ospite dell’apparato digerente dei gatti, il Toxoplasma gondii, potrebbe aumentare il rischio di suicidio fra il genere femminile. Una notizia allarmante, ma forse immotivata: il tasso di morti direttamente collegabili agli amici gatti è davvero esiguo.

Il Toxoplasma gondii non è di certo un parassita sconosciuto all’uomo: lo si trova nei gatti e in molte altre specie animali e il contagio può avvenire con l’alimentazione, ad esempio da vegetali non propriamente disinfettati, e da operazioni di pulizia della lettiera poco igieniche. Fino a oggi si è sempre ritenuto che l’infezione potesse generare solo la toxoplasmosi, ma non parevano essere evidenti dei collegamenti con eventuali patologie mentali.

Ma secondo uno studio condotto su 30.000 donne danesi realizzato dal dottor Teodor Postolache dell’Università del Maryland, gli individui contagiati dal Toxoplasma gondii hanno un rischio di 1,5 volte più elevato di commettere suicidio rispetto a chi non è stato infettato. E pare non sia nemmeno tutto, perché il ricercatore crede che il parassita sia anche la causa di alcuni casi di schizofrenia e bipolarismo. I dati a disposizione sono comunque esigui, perché su 45.000 persone, 1.000 hanno affermato di aver sperimentato atti di auto-violenza nel corso della loro esistenza e pochissimi sono i casi di suicidio accertato: solo 7. A cui si aggiunge anche la dispersione temporale della stessa ricerca, ovvero 1.000 casi in 30 anni: cifre che non sono affatto distanti dalle normali cadenze nella società nel suo complesso, che si tratti di possessori o meno di felini.

Non c’è bisogno, quindi, di cacciare Micio di casa. Se proprio si fosse preoccupati per questa scoperta, che richiederà comunque ulteriori accertamenti, basterà curare maggiormente l’igiene di certe operazioni casalinghe come il cambio della lettiera. Un paio di guanti e una lavata di mani a termine operazione dovrebbero essere, pare, più che sufficienti per scongiurare l’infezione.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Cucciolo di cane allevato da una gatta