I gatti non sono asociali: lo dice la scienza

I gatti non sono asociali: lo dice la scienza

Fonte immagine: Pixabay

Uno studio rivela come i gatti non siano affatto asociali: amano e ricercano il contatto con l'uomo, purché nel modo giusto.

Almeno nell’immaginario comune, i gatti sono visti come animali indipendenti e solitari. I felini domestici, infatti, amano organizzare le loro giornate in modo autonomo, anche passando diverse ore lontani dall’interazione con i proprietari, sonnecchiando nella loro cesta o in qualche angolo nascosto della casa. Eppure, nonostante questa fama, una nuova ricerca smentisce lo stereotipo dei gatti come animali asociali: hanno bisogno del contatto, sia fra simili che con gli uomini, per non soffrire di problematiche comportamentali.

È quanto evidenzia lo studio condotto dalla Oregon State University sul comportamento felino: per quanto i gatti tendando all’indipendenza, rimangono esemplari fondamentalmente sociali. In particolare, gli esperti hanno osservato il comportamento dei felini nei rifugi, osservando un vero e proprio desiderio di contatto umano e tattile, come carezze e coccole.

Lo studio ha analizzato due gruppi di gatti, composti sta 46 esemplari ciascuno: il primo ha visto protagonisti esemplari da gattile, l’altro dei felini domestici. I quadrupedi sono stati quindi posti in una stanza con uno sconosciuto, seduto sul pavimento. Per due minuti la persona ha ignorato l’animale, dopodiché per altri due minuti ha cominciato a chiamarlo per nome, lasciando che il gatto potesse scegliere autonomamente se avvicinarsi o meno. Nella maggior parte dei casi, i gatti hanno deciso di interagire con l’umano, anziché rifugiarsi in un’apparente asocialità.

In entrambi i gruppi, abbiamo notato che i gatti spendono significativamente più tempo con le persone che prestano loro attenzione, anziché con quelle che li ignorano.

Lo studio è importante poiché, rispetto ai precedenti, si è basato unicamente sull’elemento comportamentale ed emotivo dell’interazione. Ai felini non sono infatti stati offerti giocattoli o cibo, due elementi che avrebbero potuto di certo influenzare lo scambio con lo sconosciuto. Non è però tutto, poiché il gruppo di animali provenienti dal rifugio ha dimostrato una maggiore voglia di contatto rispetto alla controparte domestica, anche nella prima fase dell’esperimento. Questo suggerisce come, proprio perché privati della presenza umana per molte ore al giorno, per questi gatti la socialità sia fondamentale.

I ricercatori, di conseguenza, hanno suggerito come la fama del gatto asociale derivi semplicemente da un approccio sbagliato dell’uomo nei suoi confronti: questi animali hanno il desiderio di confrontarsi, tuttavia se avvicinati nel modo giusto.

Fonte: Washington Post

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