I gatti sono cresciuti con l’addomesticamento

I gatti sono cresciuti con l’addomesticamento

I gatti sono cresciuti con l'addomesticamento, a differenza di altre specie animali: è quanto dimostra un nuovo studio danese.

I gatti, a differenza di molte altre specie animali, sono diventati più grandi come conseguenza dell’addomesticamento. È quanto è emerso da uno studio pubblicato sul Danish Journal of Archaeology, e condotto da ricercatori delle Università di Copenhagen e della Norvegia, pronto a confermare un’evoluzione in controtendenza per gli amici felini.

Da un punto di vista evolutivo, gli animali sono storicamente divenuti più piccoli a seguito dell’interazione con l’uomo: la vita domestica, così come l’assenza della necessità di procacciarsi il cibo, ha reso le specie più minute e agili. È il caso dei cani, ad esempio, diversi dal punto di vista muscolare e scheletrico rispetto ai progenitori lupi. Con i gatti, tuttavia, sarebbe avvenuto il contrario: così come testimoniano i ricercatori, questi quadrupedi sarebbero cresciuti di ben 16 punti percentuali rispetto alle loro dimensioni tipiche nell’era vichinga.

Secondo gli esperti, questa crescita potrebbe essere derivata da una moltitudine di fattori. Il primo, come lecito attendersi, è la maggiore disponibilità di cibo che il contatto con l’uomo ha garantito. Il secondo, il cambiamento delle loro abitudini: i felini dell’antichità risultavano particolarmente energici, e sempre in movimento per la caccia alle prede, quindi essere snelli, minuti e agili rappresentava per loro un vantaggio evolutivo. Con la vita domestica, invece, il peso è aumentato a causa di una vita estremamente più rilassante e, soprattutto, più sedentaria.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno misurato alcuni reperti fossili ed ossei, come il cranio dei felini, i femori, le tibie e molto altro ancora. I campioni archeologici coprono un grande lasso temporale, dalla tarda Età del Bronzo al 1.600, quando il ruolo del gatto è fondamentalmente cambiato all’interno delle famiglie. Non è però tutto, poiché l’indagine svela come in era vichinga non si possa escludere un ricorso ai gatti come semplici prede da parte dell’uomo: molti reperti indicano la presenza di felini scuoiati, con segni inconfondibili sulle loro ossa, forse per recuperarne pelli e pellicce per realizzare abiti e mantelli. Un fatto che, oggi, appare del tutto impensabile.

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