Gatti: una città ha imposto il coprifuoco

Gatti: una città ha imposto il coprifuoco

Fonte immagine: Pixabay

Una città in Australia ha deciso di imporre un coprifuoco sui gatti, chiedendo anche ai cittadini di non accudirne più di due per singola abitazione.

Una città dell’Australia ha annunciato l’introduzione di un coprifuoco per i gatti, allo scopo di proteggere la fauna locale. E non è tutto, poiché le autorità hanno anche deciso di identificare un numero massimo di felini per nucleo familiare, pari a due esemplari. Succede a Mount Barker, a pochi chilometri da Adelaide: la decisione ha generato del malcontento, soprattutto sui social network, ma si inserisce nei piani che il Paese da tempo sta portando avanti per limitare il numero incredibile di gatti che circolano in libertà.

La normativa comunale entrerà in vigore nei primi mesi del 2020 e imporrà ai proprietari dei gatti un vero e proprio coprifuoco: dalle 20 della sera alle 7 del mattino, infatti, questi animali non potranno essere lasciati liberi fuori dall’abitazione. È proprio nelle ore notturne che i felini sono più attivi nella caccia, infatti, e quindi rischiano di colpire molte delle specie protette – tra uccelli e roditori – presenti nella zona.

Non è però tutto: come già anticipato, ogni famiglia potrà accudire massimo due gatti e, ancora, si rischiano elevate multe se i propri esemplari dovessero rappresentare un elemento di disturbo per il vicinato, sia con rumori che con odori sgradevoli. Tutti gli esemplari superiori a due, all’interno di una stessa casa, rappresenteranno una condizione di “igiene mancata e disturbo per le abitazioni” e, oltre alla pena pecuniaria, si rischia di vedersi sequestrati gli animali in eccesso. Al momento non è dato sapere cosa accadrà a chi, già oggi, accudisce più di due quadrupedi all’interno del proprio appartamento.

L’Australia ha avviato da qualche anno una campagna per il contenimento dei gatti, i principali responsabili dell’estinzione di numerose specie locali rare, tra uccelli e roditori. Il governo centrale ha più volte dichiarato l’intenzione di sopprimere più di 2 milioni di esemplari randagi, una decisione che ha visto la forte opposizione delle associazioni animaliste.

Fonte: Newsweek

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