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Gas e luce: stop da luglio alla maggior tutela, novità in arrivo?

Gas e luce: stop da luglio alla maggior tutela, novità in arrivo?

Passaggio al mercato libero da luglio 2020 per utenti gas e luce ancora a regime di maggior tutela: le possibili novità e le criticità segnalate da ARERA.

Da luglio 2020 i titolari di contratti gas e luce sotto regime di maggior tutela saranno forzati al passaggio verso contratti del mercato libero. Il passaggio in Senato della Manovra 2020 avrebbe spento, per ora, le speranze di chi attendeva un rinvio del provvedimento. Tra questi anche l’ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che afferma la necessità di tempistiche più lunghe per garantire una transizione adeguata ed efficiente.

Chi si trova ancora sotto il regime di maggior tutela ha potuto negli ultimi anni usufruire di tariffe, stabilite ogni tre mesi dall’ARERA, spesso più convenienti rispetto a diversi contratti “liberi”. Mercato libero che è rappresenta ancora una grande incognita per molti consumatori, divisi tra le possibilità di grandi risparmi e il rischio di costi nettamente più alti della tariffazione “controllata”. La responsabilità sarebbe da ricondurre a vari fattori, inclusi la poca chiarezza di alcune offerte “tutto incluso” e una concorrenza ancora limitata.

Sono ancora circa 18 milioni le utenze elettriche ancora sotto maggior tutela, mentre quelle gas sono vicine ai 10 milioni. Questi consumatori dovranno nei prossimi sei mesi effettuare una scelta relativa al nuovo contratto da adottare per i propri consumi. Ferma restando la possibilità che si arrivi a un accordo per un rinvio, la cui entità è oscillata in queste settimane tra 1 e 2 anni. Nella più ampia delle ipotesi si tratterebbe di rimandare il passaggio forzato al 2022.

Ipotesi quest’ultima che sembrerebbe la più gradita anche dall’ARERA, che lamenta alcune criticità in merito proprio al mercato libero. Da un lato la presenza quasi monopolistica di alcuni grandi gruppi, ma anche la partecipazione di circa 400 piccoli distributori: su tutti peserebbe l’assenza di una lista ufficiale degli operatori abilitati.

Fonte: Corriere della Sera

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