Garofano: varietà, cura e significato

Garofano: varietà, cura e significato

Fonte immagine: Pixabay

Il garofano è un fiore diffuso in tutta Italia: ecco le numerose varietà, le necessità di cura e i tanti significati associati nel tempo alla pianta.

È uno dei fiori più apprezzati, grazie anche ai suoi petali morbidi e coloratissimi, nonché associato ai più svariati significati: il garofano trova estimatori in tutto il mondo. Questo fiore, spesso scelto come esemplare per abbellire aiuole e giardini, trova un’ottima diffusione in Italia. Ma quali sono le varietà oggi disponibili, quali le necessità di cura e, ancora, il simboli associati al fiore?

Naturalmente, per scegliere la varietà migliore e verificare le condizioni di coltivazione nel proprio luogo di residenza, è bene chiedere consulto al proprio fornitore di prodotti di botanica di fiducia: in questo modo, si potrà verificare la resistenza della pianta al clima tipico della zona.

Garofano: varietà e significato

Garofani

Il Dianthus è un genere di piante appartenente alla famiglia delle Caryophyllaceae, conosciuto comunemente come garofano o “fiore di Dio”. Si tratta di un genere molto nutrito di esemplari, con oltre 3.000 specie diverse, tipico delle zone temperate del Pianeta: per questa ragione, il garofano trova ottima diffusione in tutto il bacino del Mediterraneo, dato il clima mite che ne favorisce la crescita.

Le piante, a seconda della tipologia, possono avere altezze tra i 25 e i 100 centimetri: il garofano si caratterizza per un fusto nodoso, foglie di intenso verde spesso lanceolate, nonché fiori a calice o tubolari, formati da più strati di petali sovrapposti. I colori possono essere i più svariati, come bianco, giallo, rosso, rosa e viola. Come già detto, esistono numerose varietà di garofano, anche se alcune risultano più comuni. Il Dianthus caryophyllus è il più diffuso, non a caso è definito anche garofano comune, e viene scelto soprattutto per i fiori, poi recisi e impiegati in composizioni. Il Dianthus chinensis, invece, è di origine orientale e si caratterizza per fiori a mazzetti dai colori tenui. Il Dianthus barbatus, conosciuto anche come “garofano dei poeti”, presenta foglie grandi e lucide, mentre il superbus e il plumarius sono fra i più profumati e tra i primi a colorare gli spazi verdi in primavera.

Sono molti i significati che, anche a livello storico, sono stati associati a questo splendido fiore. In Italia, ad esempio, nel ‘900 l’esemplare è stato ufficialmente legato alle battaglie per i diritti dei lavoratori, mentre in Asia è spesso correlato alla figura dei genitori. Nel linguaggio dei fiori il garofano indica fascino e ammirazione, anche se molto dipende dai colori dei petali. Le varietà bianche sono associate alla purezza, quelle gialle all’invidia o al rifiuto, il rosso all’energia e alla passione, il verde alla speranza.

Cura del garofano

Garofano

Il garofano può essere efficacemente coltivato in orto oppure in vaso, anche se la varietà più comune – la Caryophyllus – è quasi esclusivamente presente in contenitori da interni o da balcone.

Le piante amano un clima temperato, abbastanza soleggiato, con temperature comprese tra i 10 e i 20 gradi. Pur non disdegnando l’esposizione diretta al sole, in estate potrebbe essere necessaria una mezz’ombra, soprattutto se l’afa dovesse risultare eccessiva. Il terreno preferito, nel frattempo, deve essere ben drenante, non eccessivamente friabile, meglio se con componenti calcaree o quasi ghiaiose. Per aumentare il deflusso dell’acqua, è quindi bene predisporre un letto di ghiaia o cocci sul fondo nel vaso, ma anche affidarsi alle classiche palline di argilla espansa.

La coltivazione può avvenire per seme, per talea o per trapianto delle piantine, anche se quest’ultima modalità è decisamente la più diffusa. La messa a dimora definitiva avviene solitamente in primavera, quando le temperature lo consentono, aggiungendo un concime di origine organica, quale il compost. Se la pianta si estende molto in altezza, utile è fornire delle palizzate a cui il garofano possa appoggiarsi. Le necessità d’acqua non sono eccessive, pur tenendo in considerazione l’afa estiva, poiché gli esemplari non amano la troppa umidità o i ristagni d’acqua.

Tra le opere di manutenzione più frequenti, il controllo di specie infestanti, come afidi, mosche bianche e molto altro ancora, da limitare sempre con opportuni prodotti, meglio se di origine naturale.

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