Gallina: perché mangia le sue uova?

Gallina: perché mangia le sue uova?

Fonte immagine: Pixabay

Può capitare che la gallina mangi le sue uova: ecco le ragioni alla base dell'ovofagia e le strategie per ridurre questo comportamento.

Può capitare che la gallina decida di mangiare le sue stesse uova. Si tratta di un comportamento ben noto agli allevatori, conosciuto con il nome di ovofagia, e se non controllato può portare alla distruzione di gran parte delle uova prodotte. Ma per quale ragione questi animali si lanciano in un simile gesto e, soprattutto, come evitarne la comparsa?

Sono moltissime le ragioni che possono spingere una gallina a mangiare le sue stesse uova, così come le possibili soluzioni. Di seguito, qualche consiglio utile.

Perché la gallina mangia le sue uova?

Allevamento galline

Così come già accennato, può capitare che la gallina decida di mangiare le uova da lei stessa deposte. Questo comportamento è noto come ovofagia e si presenta, con intensità diverse, pressoché in tutti gli allevamenti. Eppure normalmente il volatile non dovrebbe scegliere questo alimento, anche perché portato a proteggere e covare le uova per istinto.

L’ovofagia può essere determinata da diverse cause, fortunatamente molto semplici da risolvere:

  • Recinto piccolo: quando le galline si trovano chiuse in un piccolo recinto, aumentano i fenomeni di ovofagia. Sia perché i nidi a disposizione per la covata potrebbero non essere sufficienti per tutti gli esemplari, che per un controllo innato verso il sovraffollamento;
  • Curiosità: l’ingestione di tuorlo e albume solitamente comincia per curiosità. Al momento della deposizione, un uovo potrebbe cadere dal nido rompendosi o, ancora, essere dotato di un guscio non particolarmente resistente. Così la gallina, attirata dall’intenso colore di tuorlo e albume, becca l’alimento scoprendone il gusto;
  • Abitudine: dopo il primo episodio, l’animale può imparare a rompere di proposito le uova, proprio perché spinto dal gusto piacevole provato in passato;
  • Carenze alimentari: in presenza di deficit nutritivi, oppure di una dieta non perfettamente equilibrata, il volatile può tentare di compensare recuperando le sostanze di cui ha bisogno dalle sue stesse uova.

Ovofagia: come evitarla

Uova

L’ovofagia può rappresentare un grave problema per gli allevatori poiché, quando il comportamento è molto diffuso, rischia di mettere in pericolo l’intera produzione. Fortunatamente vi sono delle strategie da mettere in atto per contenere il fenomeno.

La prima è quella di preferire l’allevamento a terra anziché in gabbia, affinché gli esemplari possano approfittare di spazi sufficienti dove razzolare, senza sentirsi in una condizione di fastidioso sovraffollamento. Segue quindi il controllo della dieta, anche con l’aiuto di un esperto veterinario, affinché la gallina possa assumere tutte le sostanze nutritive di cui ha bisogno, senza quindi ricorrere alla rottura delle uova. Un buon indicatore è la consistenza del guscio: se risulta fragile, pallido o poco spesso, indica solitamente delle carenze a livello alimentare.

Per evitare i fenomeno legati all’abitudine, invece, è necessario ridurre il più possibile la possibilità di esposizione. Così come già accennato, le galline tendono infatti a ripetere il comportamento dopo una prima e accidentale volta: rotto un uovo e saggiatone il sapore, non riescono più a farne a meno. Per questa ragione, si possono installare dei nidi con contenitore di raccolta proprio per le uova, affinché non risultino più accessibili all’animale una volta deposte.

Seguici anche sui canali social

I Video di GreenStyle

Gli ululati dei lupi risuonano tra le strade del paese