Fusione fredda: la prima centrale entro fine 2011

Fusione fredda: la prima centrale entro fine 2011

L'inventore Andrea Rossi presenterà oggi il primo progetto di impianto nucleare a fusione fredda. La struttura sarà attivata in Grecia a novembre

Si terrà oggi la conferenza stampa nella quale l’inventore italiano Andrea Rossi annuncerà la realizzazione di un progetto che potrebbe diventare una vera rivoluzione nel campo energetico. La nuova centrale a fusione fredda, realizzata con la collaborazione della Defkalion Green Technologies, dovrebbe essere costruita entro la fine di questo anno e produrrà energia a una frazione del costo delle fonti energetiche attuali.

Come ben saprete, l’attuale meccanismo di fusione permette di sprigionare energia in seguito alla fusione degli atomi a temperature e pressioni elevatissime. La fusione fredda consentirebbe la stessa tipologia di reazione nucleare, ma a valori di temperatura e pressione decisamente molto più bassi.

In particolare, il reattore per la fusione fredda, denominato E-CAT, dovrebbe essere in grado di generare un’energia pari a 12 KW/h (circa 20 volte quella di funzionamento, N.d.R.) e, date le temperature e pressioni di esercizio, senza produrre scorie radioattive e raggi gamma. Secondo Rossi, quindi, il meccanismo dovrebbe permettere la produzione di 1 KW/h di energia al prezzo di 1 centesimo di dollaro.

Il progetto, fino a questo momento, ha indotto un profondo scetticismo nei colleghi della comunità scientifica e l’assoluta mancanza di spiegazioni tecniche circa le caratteristiche del fenomeno e le modalità di riproduzione non ha certo contribuito a rasserenare il clima.

Nonostante tutto, comunque, la Defkalion Green technologies si è assicurata un contratto in esclusiva sui diritti di distribuzione in tutto il mondo (esclusi gli Stati Uniti e le applicazioni militari). I primi reattori a fusione fredda dovrebbero essere realizzati nella fabbrica di Xanthi (Macedonia orientale e Tracia), inizialmente per il mercato greco e balcanico. Nel 2012 verranno quindi costruite altre due fabbriche ma, se davvero siamo di fronte a una rivoluzione nel campo energetico, allora le richieste internazionali potrebbero lievitare vertiginosamente.

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