Fusione fredda: al Dipartimento Energia USA non interessa

Fusione fredda: al Dipartimento Energia USA non interessa

Il Department of Energy statunitense conferma la propria indisponibilità a investire tempo e denaro nella ricerca sulla fusione fredda, scatenando l'ira di molti attivisti

Mentre l’E-Cat di Andrea Rossi continua a monopolizzare l’attenzione dei media, il Dipartimento USA per l’Energia continua a non interessarsi di tutte le vicende legati alla fusione fredda o comunque alle reazioni nucleari a bassa energia. Ciò sembra non stare molto bene a molti attivisti americani. Fra di essi Ruby Carat di Cold Fusion Now che ieri ha postato un articolo mirato proprio a criticare il comportamento del Dipartimento.

Quest’ultimo avrebbe risposto a due lettere sull’argomento “fusione fredda” – spedite dalla stessa Cold Fusion Now e da Keith Owens dell’associazione Cold Fusion Energy, Inc – ribadendo il loro totale disinteresse per la faccenda:

È chiaro che l’argomento reazioni nucleari a bassa energia rimane altamente speculativo e i meccanismi proposti non sono stati ancora giudicati come una realtà dalla comunità scientifica.

Insomma, una vera e propria bocciatura a monte, non solo dell’E-Cat ma di qualsiasi progetto basato sulla fusione fredda, su cui per altro il Dipartimento sconsiglia vivamente di investire tempo e denaro.

Se la cosa ha mosso a indignazione il buon Carat, che ci invita a fare pressioni perché le cose cambino e i centri di ricerca USA inizino a studiare seriamente l’ipotesi, anche noi possiamo, dall’altro capo del mondo, trarre delle conclusioni. Ognuno le sue: dal fatto che sia tutta una bufala, alla possibilità che gli USA boicottino un’invenzione che renderebbe di fatto obsolete centrali nucleari tradizionali e fonti fossili.

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