Fusione fredda: a luglio conferenza accademica negli USA

Fusione fredda: a luglio conferenza accademica negli USA

Previsto per luglio negli USA il diciottesimo congresso internazionale sulla fusione fredda, con interventi accademici prestigiosi e nuovi interrogativi.

In estate è previsto un evento decisamente importante: tra il 21 ed il 27 luglio l’Università del Missouri in Columbia, ospiterà la 18esima edizione dell’ICCF (International Conference on Cold Fusion). Il blog statunitense EnergyCatalyzer ha dato la notizia con un’enfasi sicuramente notevole. Il titolo del congresso sarà: “Applying the Scientific Method to Understanding Anomalous Heat Effects: Opportunities and Challenges”. Impossibile non scorgere echi dei sedicenti successi dei reattori di Andrea Rossi o Francesco Piantelli nel titolo.

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Di un certo rilievo anche il numero e la qualità dei partecipanti, con interventi previsti da docenti e personalità di tutte le parti del mondo. Spiccano, tra gli altri, il dottor Yashurio Iwamura del reparto ricerche tecnologiche della Mitsubishi ed l’italianissimo dottor Vittorio Violante dell’ENEA.

Non sono al momento previsti interventi o partecipazione da parte dei veri VIP della fusione fredda: Andrea Rossi, Francesco Piantelli, Francesco Celani o Robert Godes non sembrano essere del lotto. EnergyCatalyzer, però, specula molto sulla prevista presenza di Matt Trevithick, capitalista legato all’impero Rockfeller: che sia alla ricerca del business del futuro?

>>Leggi la guida alla fusione fredda

Domanda legittima, ma per una volta vogliamo fare i pompieri e spegnere l’entusiasmo. Se siamo arrivati alla 18esima edizione dell’ICCF senza che la scienza ufficiale abbia accettato la fusione fredda come realtà, non si vede il motivo per cui quella di quest’anno debba essere un’occasione imperdibile. Se Rossi e gli altri hanno per davvero in mano delle macchine capaci di produrre calore a bassi costi ambientali ed economici, sfruttando principi della fisica ancora da scoprire, la situazione delle LENR non evolverà finché loro non permetteranno al mondo di guardare dentro ai loro reattori. Resta, però, una conferenza interessante, la cui eco sarà probabilmente minore di quanto pensano dalle parti di EnergyCatalyzer.

Fonti: EnergyCatalyzer, ICCF18

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